Lo scrittore del decennio

Limonov

Emmanuel Carrère è lo scrittore del decennio secondo la classifica de «la Lettura»

Sul podio della Giuria di Qualità dell’inserto anche Michel Houellebecq e, terzo, Claudio Magris.

Lo scrittore del decennio è Emmanuel Carrère, secondo la giuria della Classifica di Qualità de «la Lettura», il supplemento del «Corriere» che ha compiuto dieci anni a novembre 2021 e da dieci anni assegna un premio speciale, facendo votare il libro dell’anno da una giuria molto ampia.

Quest’anno, in occasione dell’anniversario decennale, la rivista ha deciso di festeggiare scegliendo l’autore del decennio e ha chiesto alla Giuria di Qualità di pronunciarsi votando uno dei 23 superfinalisti, scegliendo cioè tra gli autori dei 30 libri giunti sul podio in questi 10 anni (primo, secondo e terzo posto), ovviamente al netto dei nomi presenti più volte.

350 giurati tra giornalisti, traduttori, scrittori, collaboratori e amici hanno votato, mandando in vetta lo scrittore francese Carrère.

Dai risultati della votazione si possono trarre alcune considerazioni.

Al primo posto, con 610 punti, Carrère si qualifica vincitore del decennio: era stato il più votato al premio de «la Lettura» nel 2012 con il quanto mai profetico Limonov (Adelphi), sull’autore e attivista politico russo. Carrère era giunto secondo nel 2015 con Il Regno e quarto nel 2021 con Yoga (sempre Adelphi): autore di «romanzi di fatti veri» e di una autofiction estrema. Il vincitore si aggiudica un’opera d’arte, la «barchetta» creata appositamente da Velasco Vitali,  realizzata in bronzo dall’antica Fonderia artistica Battaglia di Matteo Visconti, a Milano.

Al secondo posto, con 390 punti, si classifica un altro narratore francese, Michel Houellebecq, che in questi anni ha alternato il racconto dell’individuo anestetizzato nel malessere nella società d’oggi (Serotonina, La nave di Teseo) all’analisi dell’amore e della coppia (Annientare, ancora La nave di Teseo).

Al terzo posto con 300 punti un grande autore italiano, Claudio Magris, uno dei cantori della Mitteleuropa e dell’Europa dei confini, delle terre di frontiera, nel fondamentale Danubio, sul fiume che attraversa le frontiere da Est a Ovest , fino al visionario Non luogo a procedere (entrambi per Garzanti), in cui si parla di pace immaginando un «Museo Totale della guerra».