Il Premio Bancarella 2026 è stato assegnato a Lorenza Gentile per La volta giusta, pubblicato da Feltrinelli. Il romanzo ha ottenuto 181 voti, conquistando la 74ª edizione di uno dei riconoscimenti letterari più legati al giudizio dei librai italiani. La proclamazione è avvenuta in piazza della Repubblica a Pontremoli, cuore storico del premio, al termine della tradizionale conta pubblica delle preferenze espresse dai librai e dai bancarellai italiani.
A completare il podio sono stati Scandalo a Hollywood di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori), secondo con 150 voti, e Mi chiamo Ruggine di Gianlivio Fasciano (Castelvecchi), terzo con 125 preferenze. Seguono L’Anna che verrà di Annalisa Menin (Giunti), con 119 voti, Io che ti ho voluto così bene di Roberta Recchia (Rizzoli), con 114, e Io sono perfetto di Paolo Ruffini (La nave di Teseo), che ha chiuso la sestina con 109 voti.
Vale la pena ricordare che a scegliere il vincitore del Premio Bancarella non è una giuria accademica, ma il voto dei librai, chiamati a indicare il libro che ha saputo coniugare qualità e successo presso il pubblico. Questo meccanismo mantiene vivo il legame con la tradizione dei librai pontremolesi e che ogni anno trasforma la proclamazione finale in una vera e propria cerimonia collettiva, scandita dalla lettura dei voti davanti ai lettori riuniti nella piazza di Pontremoli.
Subito dopo l’annuncio, Lorenza Gentile ha affidato ai social il suo ringraziamento. Sul proprio profilo Instagram ha scritto: «Grazie di cuore ai librai che hanno sostenuto la mia candidatura e alla mia casa editrice per la fiducia. Il Premio Bancarella è un traguardo immenso: essere finalista è di per sé un onore e una vittoria. E grazie infinite a voi lettor*, sempre, che continuate a lasciarvi emozionare da questo romanzo».
Al centro del romanzo vincitore c’è Lucilla, una donna che arriva all’ennesima delusione sentimentale convinta, ancora una volta, di aver trovato la persona giusta. Insieme a Enrico partecipa a un bando per gestire una locanda in un minuscolo “Comune polvere” delle Alpi Marittime, un borgo minacciato dallo spopolamento. Quello che dovrebbe essere l’inizio di una nuova vita prende però una direzione inattesa. Enrico non la raggiunge mai e Lucilla si ritrova sola ad affrontare un progetto nato per essere condiviso.
È da questa situazione che prende forma il percorso raccontato in La volta giusta. In un paese di appena quindici abitanti, tra una locanda da rimettere in piedi, l’inverno di montagna, le difficoltà quotidiane e l’incontro con una comunità pronta a sostenerla, la protagonista è costretta a interrogarsi su ciò che desidera davvero. Attorno a lei si muovono personaggi come Eliseo, custode delle tradizioni locali, Nives, esperta di erbe, Libero e un misterioso visitatore giapponese, figure che contribuiscono a costruire un racconto corale nel quale il tema della rinascita personale si intreccia con quello della vita nei piccoli borghi.
Iil romanzo segue il lento processo attraverso il quale Lucilla impara a smettere di adattarsi alle aspettative degli altri. La vicenda si sviluppa tra relazioni, fragilità, segreti e nuovi legami, fino a suggerire che la ricerca del proprio posto nel mondo non passa necessariamente attraverso una scelta definitiva tra città e montagna o tra solitudine e vita di coppia, ma attraverso la capacità di trovare un equilibrio personale.
Lorenza Gentile è nata a Milano nel 1988, e nel suo romanzo, come sottolineato dai commenti, è stata in grado di raccontare, con leggerezza e sensibilità, una protagonista comune alle prese con la conquista di una nuova consapevolezza.
La cerimonia è stata presentata da Chiara Buratti, affiancata da Omar Pedrini, che ha accompagnato la serata con voce e chitarra, mentre la Fondazione Città del Libro ha consegnato la Gerla d’oro ai librai Elisa Lippi, Antonio Sola e Marco Tarò.
L’albo d’oro del Premio Bancarella racconta infatti una parte importante della storia della letteratura del Novecento e del nuovo millennio. Il primo vincitore, nel 1953, fu Ernest Hemingway con Il vecchio e il mare. Negli anni successivi il riconoscimento è stato assegnato anche a Boris Pasternak per Il dottor Živago, Umberto Eco per Il pendolo di Foucault e Andrea Camilleri per La gita a Tindari. Nel 2025 il premio era andato a Milena Palminteri con Come l’arancio amaro.
