Mina Settembre

Mina Settembre – La fiction Rai  tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni è il programma più visto in rete

La fiction è in vetta ai consumi televisivi sia nella modalità «lineare», sia in formato on-demand. In testa in queste settimane staziona Mina Settembre, la serie giallo-rosa tratta dai racconti di Maurizio De Giovanni. La serie raccoglie mediamente 4.633.000 spettatori, con share del 26,1%. L’esordio, all’inizio di ottobre, era stato a oltre 5,2 milioni di spettatori, mentre gli episodi in onda successivamente si attestano poco sopra i 4 milioni. L’episodio «Non si scappa» è l’emissione più vista della settimana. Per la Total audience (la rilevazione del consumo in streaming e on-demand attraverso apparecchi come smartphone, pc, smartTv e tablet), la fiction Rai è in testa anche al ranking dei programmi interi più visti in rete, dopo la messa in onda, con 300mila spettatori «aggiuntivi» su device connessi.

Quanto alla composizione del pubblico, Mina vince fra i segmenti di audience più consistenti e più amanti proprio del genere fiction: le donne (con oltre il 32% di share) doppiano quasi gli uomini, i target più anziani (ultra65enni, con 32% di share) sono i più forti ma la serie riesce ad essere anche inter-generazionale (oltre 21% di share fra 15-24enni).

Fonte: Corriere online

Mina Settembre tornerà – dichiara Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai fiction “Gli oltre cinque milioni di telespettatori e il 28,8 per cento di share per l’ultima puntata della seconda stagione sono un risultato eccellente. Numeri che confermano la forza di un personaggio e una linea di lavoro di Rai Fiction …”.

Nel castfigura Serena Rossi , “che a Mina ha dato la leggerezza di un sorriso e una sensibilità coinvolgente e, a chiudere un triangolo, grazie a Giorgio Pasotti, Giuseppe Zeno e con loro al ricco cast guidato con il consueto equilibrio da Tiziana Aristarco. Una donna, Mina, che non si perde mai d’animo e affronta il pubblico e il privato sempre con determinazione e però anche con le fragilità della vita di ogni giorno: testimonia una condizione che sta a pieno dentro la nostra contemporaneità, come dimostra il 30 per cento di share nel ‘Target Donne’ 15-24 anni. Una sintonia e un motivo in più per continuare il lavoro con Mina e rivederci al più presto”.

Nei programmi vi è la terza stagione: il soggetto è stato già scritto e deve essere adattato alle esigenze degli attori. Le puntate potrebbero essere quattro, ma al momento non ci sarebbe nulla di definito. La produzione di Mina Settembre dovrebbe iniziare tra la primavera e l’estate 2023. Poi, nel 2024 dovrebbe andare in onda i nuovi episodi.

Fonte: La Repubblica online

Leggi la nostra recensione al romanzo Dodici rose a Settembre 

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Una sirena a settembre di Maurizio De Giovanni – Nella città della Sirena le cose non sono mai come sembrano. Una doppia sfida per Mina Settembre, l’irresistibile assistente sociale del Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest.

Accadono due fatti. Due fatti che appaiono chiari, eppure a Mina i conti non tornano. Un’anziana viene scippata, cade e finisce in coma. Sin qui nulla di strano, purtroppo; è la soluzione del caso, il modo in cui arriva, a non convincere. E convince poco pure il secondo episodio, una scena di povertà estrema mandata in onda da una televisione locale: un bambino che si contende del cibo con un cane fra montagne di spazzatura. No, a Mina i conti non tornano proprio. Cosí, con l’aiuto dell’innamoratissimo Mimmo Gammardella, il ginecologo piú bello dell’universo, e a dispetto del suo caustico ex marito, il magistrato Claudio De Carolis, decide di indagare. Solo che deve stare attenta, perché di mezzo, in questa vicenda, ci sono parecchie sirene, e le sirene, si sa, incantano. Per fortuna, a far da guida tra inganni e malintesi, c’è la Signora, straordinario personaggio che attraversa tutto il romanzo, una delle invenzioni piú poetiche nate dalla fantasia di Maurizio de Giovanni.

«Una delle croci che la dottoressa Settembre Gelsomina doveva trasportare in cima al monte era senz’altro il tragitto per arrivare al Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest, dove impavida e sprezzante del pericolo prestava il proprio servizio in qualità di assistente sociale. Il motivo principale era che non aveva le physique du rôle. La realtà era che Mina aveva un’anima e una mente rinchiuse, per un qualche errore di fabbrica o per la divertita perfidia del Celeste Architetto, nell’involucro sbagliato. Passione civile, istanze sociali, un senso della giustizia che rasentava l’ossessione, una determinazione feroce a osteggiare qualsiasi sopruso; e un corpo e un viso di fronte ai quali si scatenavano i piú bassi istinti, e che non accennavano, nonostante il passare degli anni, a sottostare alla legge di gravità.»