Mostre romane e “Il diario perduto di Frida Kahlo” di Alexandra Scheiman

Il 2014 si annuncia per Roma un anno di “grandi mostre”: come illustrato nell’articolo qui linkato, nella capitale si avvicenderanno esposizioni relative a diversi artisti: da Rodin a Frida Kahlo, tanto per fare qualche nome. In particolare, la programmazione delle Scuderie del Quirinale prevede la mostra dedicata alla grande pittrice messicana nel periodo dal 20 marzo al 13 luglio.

La straordinaria artista, che ha fuso gli umori surrealisti ai colori e alle tradizioni etniche della patria degli aztechi in dipinti vivificati da un’esperienza quotidiana di dolore fisico (“Nei quadri è raccolto il dolore che la opprime, ogni pennellata una penitenza, una lacrima”) e di tormento esistenziale, ha ispirato una biografia romanzata intitolata “Il diario perduto di Frida Kahlo” di Alexandra Scheiman.

In quest’opera l’autrice immagina di ritrovare il diario smarrito di Frida e ripercorre, attraverso le pagine appuntate di fatti e ricette gastronomiche messicane, gli episodi biografici più salienti: dalla menomazione strutturale (“… i ragazzini continuano a chiamarla uccellino zampa zoppa”) all’incidente fatale per la salute (“…una donna condannata a vivere inchiodata a un letto”), dalla vita familiare alterna (“Alla famiglia Kahlo, la Rivoluzione che trasformerà il Paese taglia il respiro”) al burrascoso matrimonio con Diego Rivera, dalle relazioni saffiche al desiderio di maternità negato dagli eventi, attraverso incontri importanti (con Trotsky e Breton) e passioni viscerali, dalle quali Frida emerge con un profilo intenso (“Frida la santa patrona della malinconia, Frida la donna della passione, Frida la pittrice dell’agonia costretta all’immobilità, con lo sguardo sempre fisso sugli specchi…”) e con una concezione artistica potente (“Mentre dipinge Frida si libra in volo, libera, e cancella il suo grido di disperazione”) e rabbiosa (“Le pennellate sono fendenti nell’aria, pugnalate al cuore”).

Bruno Elpis