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Copertina di Nero come il mare di Charlotte McConaghy
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Nero come il mare di Charlotte McConaghy

Nero come il mare di Charlotte McConaghy è un thriller letterario ambientato su un'isola subantartica destinata a scomparire sotto l'innalzamento dei mari. Quando una donna ferita approda a Shearwater, gli ultimi custodi della più grande banca dei semi del mondo si trovano a fare i conti con segreti, perdite e decisioni impossibili in un paesaggio tanto affascinante quanto ostile.

Nero come il mare di Charlotte McConaghy (Fazi) comincia durante una tempesta, quando il corpo ferito di una donna raggiunge la spiaggia di Shearwater. L’isola si trova nell’oceano subantartico, lontana dalle rotte abituali e ormai quasi disabitata. Dominic Salt vive nel faro con i figli. Sono rimasti gli ultimi custodi di una base scientifica che ospita il più grande deposito di semi del mondo.

Rowan è ancora viva, anche se per poco. Fen la trova tra le onde e la famiglia riesce a portarla al riparo. Nessuno comprende come sia arrivata fin lì. Le imbarcazioni dirette a Shearwater sono rare e i ricercatori hanno già lasciato la base. Rowan evita di spiegare le ragioni del viaggio, mentre Dominic invita i figli a mantenere le distanze. La diffidenza è reciproca e cresce quando la donna scopre che le comunicazioni sono state sabotate e che sull’isola è stata scavata una tomba recente.

Charlotte McConaghy costruisce il romanzo attorno a questa presenza inattesa, con Rowan che ha bisogno dei Salt per riprendersi, mentre loro la vedono come un’opportunità per interrompere una solitudine forse durata troppo a lungo. La vicinanza obbligata crea presto una forma di familiarità, senza però che vengano meno i dubbi. Dominic nasconde alcuni fatti legati al passato della base. Rowan, a sua volta, ha raggiunto Shearwater con uno scopo preciso.

Il mistero avanza insieme ai preparativi per lasciare l’isola. L’acqua filtra nelle pareti del deposito e il mare continua a sottrarre terreno alla costa. Il governo ha ordinato il trasferimento dei semi e la partenza della famiglia. La nave incaricata di recuperarli arriverà di lì a qualche settimana. Fino ad allora il compito dei Salt è quello di proteggere il contenuto del deposito e decidere che cosa potrà essere portato via.

Ogni contenitore della banca dei semi conserva una possibilità per il futuro, eppure lo spazio disponibile costringe a dover prendere delle decisioni. Salvare le varietà più resistenti significa automaticamente doverne abbandonare delle altre. Privilegiare le specie rare può ridurre le possibilità di conservare quelle più utili alla produzione alimentare. Non esiste una scelta giusta.

McConaghy in delle interviste alla stampa estera ha spiegato di avere tratto ispirazione dal deposito globale delle sementi delle Svalbard. La struttura norvegese era stata progettata per resistere a condizioni estreme, ma nel 2017 l’acqua prodotta dallo scioglimento del permafrost raggiunse il tunnel d’ingresso. I semi rimasero al sicuro, tuttavia l’episodio spinse l’autrice a interrogarsi su ciò che sceglieremmo di conservare qualora fosse impossibile proteggere tutto.

Anche Shearwater nasce da un luogo reale. McConaghy ha visitato Macquarie Island, situata tra la Nuova Zelanda e l’Antartide, dopo avere riscritto più volte l’inizio del romanzo senza riuscire a trovare la voce adatta. Il viaggio le permise di osservare un ambiente popolato da milioni di uccelli marini e da grandi colonie di foche. Nell’isola restano inoltre le tracce della caccia che, tra Ottocento e Novecento, provocò la morte di un numero enorme di animali destinati alla produzione di olio.

Quella storia violenta entra nel romanzo attraverso le strutture arrugginite che punteggiano Shearwater e attraverso la sensazione che il luogo conservi la memoria di ciò che vi è accaduto. La stessa autrice ha definito il libro un mistero gotico ambientato in una famiglia perseguitata dai fantasmi. Questi fantasmi assumono forme diverse e spesso restano legati al ricordo più che al soprannaturale.

Dominic continua a rivolgersi alla moglie Claire, morta otto anni prima. Trasferirsi sull’isola gli ha permesso di allontanarsi dal luogo in cui aveva vissuto con lei, senza liberarlo dal dolore. Il figlio maggiore Raff reagisce alla perdita con una rabbia difficile da controllare. Fen ha lasciato il faro e trascorre molto tempo sulla spiaggia, dove nuota vicino alle foche. McConaghy ha riconosciuto nel personaggio un richiamo alle selkie della tradizione celtica, creature capaci di assumere forma umana dopo avere abbandonato la propria pelle di foca.

Orly, che ha nove anni, è il più coinvolto nel lavoro del deposito. Conosce la provenienza dei semi e racconta le loro caratteristiche come fossero piccole biografie. Sente anche le voci degli animali morti sull’isola, portate dal vento. La sua attenzione verso ciò che gli altri ignorano rende il personaggio uno dei punti di contatto più evidenti tra la vicenda familiare e la memoria naturale di Shearwater.

Rowan arriva con i propri morti. Il fratello River è annegato e il ricordo della sua scomparsa continua ad accompagnarla. Il viaggio verso l’isola riguarda anche suo marito Hank, botanico e responsabile della banca dei semi, dal quale ha ricevuto messaggi sempre più allarmanti. La ricerca la costringe a rivedere l’immagine dell’uomo con cui aveva condiviso la vita e apre la parte più oscura dell’intreccio.

La storia è raccontata attraverso i punti di vista di Dominic, Rowan e dei tre ragazzi. I due adulti parlano in prima persona, mentre i capitoli dedicati ai figli sono scritti in terza. Questo avvicina il lettore ai pensieri di Dominic e Rowan e lascia intorno ai ragazzi una maggiore distanza, soprattutto nei passaggi dedicati a Fen e Orly.

McConaghy mantiene alta la tensione facendo emergere poco alla volta ciò che ciascun personaggio nasconde. Le scene più concitate sono scritte con grande chiarezza, mentre nei momenti di pausa il racconto si concentra sul deposito, sugli animali e sui mutamenti dell’isola.

Nero come il mare trova i suoi momenti migliori quando il mistero personale di Rowan si lega alla sorte della banca dei semi. La minaccia del mare riguarda allo stesso tempo il futuro dell’isola e quello dei personaggi, costretti a decidere che cosa portare con sé prima della partenza. Il romanzo arriva così alla sua domanda più difficile, quella su ciò che siamo disposti a perdere quando salvare tutto non è più possibile.

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