Novità in libreria

Novità in libreria – Libri usciti a febbraio 2022: da Jonathan Bazzi a Eshkol Nevo, le novità

Nel mese più breve dell’anno non mancano le novità che troviamo – numerose – in libreria. Vi sono alcuni ritorni, come Corpi Minori, seconda opera di Jonathan Bazzi,  mentre – dall’estero – spiccano la belga Amélie Nothomb, che racconta la storia del padre; Isabel Allende, che si cimenta ancora in una lunga storia di formazione femminile; Michael Connelly che rispolvera alcuni tra i suoi personaggi più noti.  Ecco qui una selezione di  libri pubblicati in febbraio.

Corpi minori di Jonathan Bazzi – Mondadori ha recentemente pubblicato il secondo libro di Jonathan Bazzi, autore già finalista del Premio Strega nel 2020 con Febbre. Come la prima opera dello scrittore, anche Corpi minori è opera autobiografica.

Partendo da una attitudine rigorosa, analitica, fenomenologica nei confronti del reale, Bazzi trova sintesi espressive illuminanti e restituisce tutta la potenzialità estetica latente in ogni nostro gesto e manifestazione, disegnando un percorso di formazione ricchissimo e ultracontemporaneo.

«Quello che nell’immaginazione doveva essere un quieto approdo, si rivela un viaggio, un’odissea, insieme dura, struggente e comica, per un’infinità di luoghi e vie della città che danno il titolo ai capitoli del libro. Ognuno è un indirizzo nuovo, il luogo di una festa, il punto di un disvelamento cocente o radioso.» – Ida Bozzi, La Lettura – Il Corriere della Sera

I corpi minori sono corpi celesti di dimensioni ridotte: asteroidi, meteore, comete, ma in questo romanzo “minori” sono tutti i corpi osservati sotto la lente del desiderio. Desiderio che fa gravitare i personaggi attorno ai sogni e alle ambizioni di una vita, o solo di una stagione. Come accade al protagonista, che all’inizio della storia ha vent’anni, più di un talento ma poca perseveranza. Di una cosa però è sicuro, vuole andarsene da Rozzano, percorrere in senso inverso i tre chilometri e mezzo di via dei Missaglia, lasciarsi alle spalle l’insignificanza e la marginalità e appartenere per sempre alla città, dove spera di trovare anche l’amore, che sin dall’adolescenza insegue senza fortuna, invaghendosi di ragazzi tanto belli quanto sfuggenti. In una Milano ibrida e violenta, grottesca e straripante – che sembra tradire le promesse di quiete e liberazione immaginate da lontano –, il protagonista dovrà fare i conti con le derive del desiderio, provando a capire quale sia il suo posto nell’ordine geografico ed emotivo di questi anni irradiati di cortocircuiti tra reale e virtuale, tra immagine ed esperienza incarnata. Quando inizia una relazione con un ragazzo più giovane di lui e bellissimo, si sente finalmente dentro il cono di luce dorata della felicità: ama, ed è corrisposto. Eppure non basta trovarsi nel luogo che si è sempre sognato, non basta l’amore. Si è inchiodati a se stessi, in carne e ossessioni: per riuscire a occupare il proprio posto nel mondo non si può ignorarlo.

Nadia Terranova - La terra trema

Trema la notte di Nadia Terranova

28 dicembre 1908: il piú devastante terremoto mai avvenuto in Europa rade al suolo Messina e Reggio Calabria. Nadia Terranova attinge alla storia dello Stretto, il luogo mitico della sua scrittura, per raccontarci di una ragazza e di un bambino cui una tragedia collettiva toglie tutto, eppure dona un’inattesa possibilità. Quella di erigere, sopra le macerie, un’esistenza magari sghemba, ma piú somigliante all’idea di amore che hanno sempre immaginato. Perché mentre distrugge l’apocalisse rivela, e ci mostra nudo, umanissimo, il nostro bisogno di vita che continua a pulsare, ostinatamente.

«Il romanzo diventa una camera a spalla sull’apocalisse. Un piano sequenza sul terremoto che rade al suolo due città, decine di migliaia di vite ma non quelle di Nicola e Barbara.» – Concita De Gregorio, la Repubblica

«Nadia Terranova consegna un libro potente, profondo come lo sono le viscere in cui ci accompagna, a un tempo documentato su ciò che è avvenuto in quei giorni di apocalisse terrestre e generativo di alleanze.» – Alessandra Pigliaru, Il Manifesto

Ho trascorso su questa riva tutte le notti della mia vita, e del mio finto orizzonte conosco ogni inganno: gli occhi di chi nasce davanti al mare si perdono all’infinito, ma il mio mare è diverso, ti spinge indietro come uno specchio. Io sono nata con il muro di un’altra costa a bloccarmi lo sguardo: per questo, forse, non me ne sono mai andata, anche quando l’acqua mi ha offesa e ingannata, ha violato la mia giovinezza e distrutto chi ero.

«C’è qualcosa di più forte del dolore, ed è l’abitudine». Lo sa bene l’undicenne Nicola, che passa ogni notte in cantina legato a un catafalco, e sogna di scappare da una madre vessatoria, la moglie del piú grande produttore di bergamotto della Calabria. Dall’altra parte del mare, Barbara, arrivata in treno a Messina per assistere all’Aida, progetta, con tutta la ribellione dei suoi vent’anni, una fuga dal padre, che vuole farle sposare un uomo di cui non è innamorata. I loro desideri di libertà saranno esauditi, ma a un prezzo altissimo. La terra trema, e il mondo di Barbara e quello di Nicola si sbriciolano, letteralmente. Adesso che hanno perso tutto, entrambi rimpiangono la loro vecchia prigione. Adesso che sono soli, non possono che aggirarsi indifesi tra le rovine, in mezzo agli altri superstiti, finché il destino non li fa incontrare: per pochi istanti, ma cosí violenti che resteranno indelebili. In un modo primordiale, precosciente, i due saranno uniti per sempre.

L'equazione del cuore de Giovanni

L’equazione del cuore di Maurizio De Giovanni – Il libro che Maurizio de Giovanni dice di “aver sempre voluto scrivere”.

Maurizio de Giovanni scrive una delle storie che ha sempre sognato di raccontare. E ci consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.

«Dieci anni dopo “Il Metodo del Coccodrillo” che gli valse il Premio Scerbanenco, Maurizio De Giovanni fa una nuova scommessa narrativa.» – Ida Palisi, IlMattino.it

«De Giovanni torna in libreria con un romanzo lontano dai “suoi” “Bastardi di Pizzofalcone”, intimo, in cui l’indagine è tutta interiore.» – Alberto Grandi, Wired

«Un viaggio interiore tra famiglia, perdita, dolore e il fascino immutabile delle formule matematiche.» – Maremosso

Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un’isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall’ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove?

libri febbraio 2022 la tua bocca è la mia religione albinati

La tua bocca è la mia religione di Edoardo Albinati –  Guanda pubblica il nuovo libro del Premio Strega 2016 Edoardo AlbinatiLa tua bocca è la mia religione. In queste pagine lo scrittore romano scompone, analizza e riassembla il corpo della donna che ama. Dal primo sguardo innamorato sono passati anni e come in ogni relazione si potrebbe pensare di conoscere a memoria curve e pieghe di quel corpo. Invece no. È sempre una nuova poesia quella che esce fuori dal viaggio tra le varie fasi del desiderio. Dentro questo canzoniere erotico ci sono tutte.

Libri febbraio 2022 Niente di vero

Niente di vero di Veronica Raimo

In questo romanzo esilarante e feroce, Veronica Raimo apre una strada nuova. Racconta del sesso, dei legami, delle perdite, del diventare grandi, e nella sua voce buffa, caustica, disincantata esplode il ritratto finalmente sincero e libero di una giovane donna di oggi. Niente di vero è la scommessa riuscita, rarissima, di curare le ferite ridendo.

«Veronica Raimo è l’unica che mi ha fatto ridere ad alta voce con un testo scritto in prosa da quando ero adolescente» – Zerocalcare

«All’inizio c’è la famiglia. Veronica Raimo racconta che, specialmente se si è figlie, quell’inizio combacia con la fine» – Domenico Starnone

«Leggere questo romanzo è una festa. Ma molte pagine sono ferite da medusa: bruciano alla distanza» – Claudia Durastanti

La lingua batte dove il dente duole, e il dente che duole alla fin fine è sempre lo stesso. L’unica rivoluzione possibile è smettere di piangerci su.

Prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da Fleabag al Lamento di Portnoy, aggiungete l’uso spietato che Annie Ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in Italia ancora non c’era. Veronica Raimo sabota dall’interno il romanzo di formazione. Il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. All’origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. Circondata da questa congrega di famigliari difettosi, Veronica scopre l’impostura per inventare se stessa. Se la memoria è una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identità, allora il comico è una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all’indicibile. In questa storia all’apparenza intima, c’è il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell’energia paralizzante che può essere la famiglia, dell’impresa sempre incerta che è il diventare donna. Con una prosa nervosa, pungente, dall’intelligenza sempre inquieta, Veronica Raimo ci regala un monologo ustionante.

Libri febbraio 2022 - Amelie Nothomb Primo sangue

Primo sangue di Amélie Nothomb

«Dall’infanzia e dalla giovinezza del padre, che diventa così la sua, Nothomb trae una commedia frizzante e sconveniente, in cui la “gioia insolita dell’esistenza” inchioda il dolore.» – Jérôme Garcin, L’Obs – Internazionale

«In questo trentesimo romanzo, e davvero uno dei suoi più belli, “Primo sangue” «tutto è vero», assicura Amélie: ma, album di famiglia o grande storia, il suo talento ci tiene in gioco con l’ironia e la freschezza, invischiati nella ragnatela inavvertita di alcuni temi forti: la sindrome di Stoccolma, i bambini soli e i bambini soldati, il bullismo e i delitti familiari, snobismo e colonie, e tanto altro ancora.» – Daria Galateria, Il Venerdì – la Repubblica

«Ho scritto questo libro perché mio padre è morto, ho pensato molto a lui e alla prima volta che ha avuto a che fare con la morte, quando si è trovato davanti al plotone d’esecuzione, condizione poco frequente. Aveva 28 anni. Finora non avevo del tutto realizzato che devo la mia vita a questa scena.» – Amélie Nothomb, intervista a la Lettura – Il Corriere della Sera

Infanzia, giovinezza, matrimonio e primo incarico diplomatico di Patrick Nothomb, rampollo di una delle più influenti famiglie del Belgio. Fra una madre troppo presto vedova, dei nonni a dir poco bizzarri e una banda di zii quasi coetanei, il piccolo Patrick si impegna a diventare uomo… Pagine sorprendenti di una storia familiare che ogni lettore divorerà con commozione e divertimento.

Le vie dell'Eden Eskhol Nevo

Le vie dell’Eden di Eshkol Nevo

Con lo sguardo acuto e profondo che lo ha reso uno degli autori più amati, Eshkol Nevo indaga dietro le maschere che vestiamo per gli altri, ma anche su quelle che indossiamo quando ci troviamo di fronte a verità troppo difficili, o pericolose, da accettare. E, come in Tre Piani, attraverso il sorprendente intreccio di tre storie interconnesse scandaglia le ombre dell’amore e delle relazioni, della colpa e dell’innocenza.

«Eshkol Nevo è dotato di un talento naturale da autorizzare il sospetto che per lui scrivere e respirare sia la stessa cosa.» – Alessandro Piperno, La Lettura – Il Corriere della Sera

«Passioni morbose, relazioni turbolente: il nuovo romanzo dello scrittore israeliano è un’esplosione di relazioni umane.» – Caterina Soffici, Tuttolibri – La Stampa

Non è dato a tutti uscire indenni dalle esperienze radicali della vita in cui un evento, una passione, una confessione, una rivelazione inaspettata, ci pongono davanti a un’intensità tale da esigere la più nuda verità su noi stessi e sul nostro mondo. Quattro persone entrarono nel Pardès, nel giardino dell’Eden, è scritto nel Talmud, ma soltanto una ne uscì incolume. Le vie dell’Eden, infatti, dove maturano i frutti più preziosi della vita, sono lastricate di pericoli. Lo sa bene Omri, il musicista che, nelle prime pagine di quest’opera, deve trovare il modo di confessare l’inconfessabile. Incalzato dal proprio avvocato, affida alla pagina la terribile vicenda che lo vede coinvolto. Tutto ha avuto inizio con il necrologio di un uomo con cui ha trascorso insieme a La Paz soltanto qualche ora. Nel trafiletto sotto la foto si dice che Ronen Amirov, turista israeliano di ventotto anni, è rimasto ucciso in un incidente sulla «Strada della Morte», in Bolivia, mentre era in luna di miele. Ma quando Omri parte per andare in visita alla famiglia di Ronen riunita per la shivah, la settimana di lutto stretto, non lo fa per onorare il defunto, bensì per rivedere Mor Amirov, la moglie di Ronen. A cercare sollievo nella confessione è anche il dottor Asher Caro, attempato primario che, d’un tratto, prova uno strano interessamento per una giovane specializzanda, Liat Ben Abu. Che il segreto gelosamente custodito dall’uomo per lunghi anni abbia qualcosa a che fare con l’impulso irrefrenabile che Liat risveglia in lui, ovvero quello di proteggerla da chiunque osi ferirla? Una coppia di lungo corso va a camminare nei frutteti ogni sabato. Si alzano presto, indossano abiti sportivi, poi salgono in macchina e guidano fino a una sbarra da cui si prosegue solo a piedi. Quel giorno sono in buona e camminano mano nella mano senza litigare, fino a quando, a fine salita, il marito consegna il telefono alla moglie, infilandosi fra due filari di alberi. Lei lo aspetta sulla strada, ma i minuti passano e dell’uomo non si ha più nessuna traccia. Con lo sguardo acuto e profondo che lo ha reso uno degli autori più amati, Eshkol Nevo indaga dietro le maschere che vestiamo per gli altri, ma anche su quelle che indossiamo quando ci troviamo di fronte a verità troppo difficili, o pericolose, da accettare. E, come in Tre Piani, attraverso il sorprendente intreccio di tre storie interconnesse scandaglia le ombre dell’amore e delle relazioni, della colpa e dell’innocenza.

La signora di Rejkavyk

La signora di Reykjavík di Ragnar Jónasson – Per gli amanti dei gialli scandinavi, ecco il nuovo romanzo dell’autore della serie Dark Iceland, Ragnar Jónasson nella collezione Farfalle di Marsilio Editori. Hulda è probabilmente l’investigatrice migliore di tutta l’Islanda. Ha però 64 anni e in molti ne chiedono il pensionamento. Sola contro tutti, chiede di poter risolvere un ultimo caso. Dieci anni prima, la morte di una giovane ragazza ha sconvolto l’isola. Era arrivata dalla Russia, con richiesta di asilo politico. Fu trovata morta, in una baia a poca distanza da Reykjavík. Hulda ha solo 15 giorni di tempo per capire cosa le sia successo, e perché le indagini anni prima erano naufragate con tanta rapidità. Jónasson segue uno dei copioni più frequenti per i romanzi gialli. La protagonista non è tra i migliori investigatori del Paese soltanto per vocazione. Al lavoro ha dedicato la vita. La prospettiva di finire a casa, come qualsiasi altro pensionato, la terrorizza. Significherebbe che è arrivato il momento di confrontarsi con tutte le paure e le ansie nascoste sotto il tappeto.

Violeta Isabel allende

Violeta di Isabel Allende –  Isabel Allende pubblica per Feltrinelli un romanzo che inizia nel 1920 e finisce nel 2020. Cent’anni separano la pandemia della Spagnola e quella da coronavirus. Durante la prima Violeta nasce, durante la seconda muore. Nel mezzo, una vita che non le risparmia quasi niente. E quindi, come altro non potrebbe essere in un libro di Allende: un amante violento, una figlia lontana, Pinochet e la dittatura. E poi il terremoto del 1960, gli infiniti viaggi che portano la donna dal Cile agli Stati Uniti alla Norvegia, il declassamento economico della borghesia che la Grande Depressione porta con sé. Violeta ripercorre i suoi i suoi cent’anni al nipote. Di nuovo, la famiglia e il ruolo della donna sono tra le direttrici principali del libro, che diventa un po’ il mezzo dove veicolare in un’unica storia molte di quelle già scritte in passato.

Le ore più buie Michael Connelly

Le ore più buie di Michael Connelly –  Michael Connelly riunisce i suoi due detective Renée Ballard e Harry Bosch ne Le ore più buie, Piemme. Come Allende, il giallista di Philadelphia prende spunto dal Covid, che unisce ad altri temi sociali tra i più recenti. Capodanno 2020: Hollywood è un quartiere agitato. Al di là della pandemia, i moti di Black Lives Matter hanno portato nervosismo un po’ su tutti. Tra le colline di Los Angeles c’è voglia di lasciarsi alle spalle la pesantezza degli ultimi mesi. Anche la detective Ballard sente il bisogno di un nuovo inizio, ma deve risolvere un caso. Due stupratori, gli “Uomini della Mezzanotte”, sono ancora in giro e qualcuno deve fermarli. Durante i festeggiamenti di San Silvestro un altro omicidio richiede la sua attenzione. Un uomo è morto per uno sparo. Piano piano le indagini la portano a un vecchio mistero irrisolto, su cui aveva lavorato insieme a Bosch, ora in pensione. Intanto la coppia di stupratori sta però continuando a terrorizzare le donne di Hollywood.