Officina Libraria: due opere per gli amanti del Rinascimento

Machiavelli. Tra religione e potere

Vi presentiamo oggi due nuove opere in arrivo in libreria per Officina Libraria, che sono di sicuro interesse per gli amanti della storia e della cultura del Rinascimento.

La prima è intitolata “Machiavelli: Tra religione e politica” di Adriano Prosperi, mentre la seconda “Raffaello. 500 anni dopo,” curato da Andrea Zezza, Rosanna Cioffi e Riccardo Lattuada.

Come evidente dai titoli, questi libri esplorano figure iconiche come Machiavelli e Raffaello, offrendo nuove interpretazioni e approfondimenti che potrebbero cambiare il modo in cui questi personaggi sono percepiti e studiati.

Machiavelli – Tra religione e politica

Adriano Prosperi, professore emerito di Storia moderna alla Scuola Normale di Pisa, è noto per le sue ricerche che hanno profondamente influenzato la storia italiana dell’età moderna. In “Machiavelli: Tra religione e politica,” Prosperi si propone di sfidare le nozioni preconcette e le interpretazioni superficiali che spesso accompagnano il nome di Machiavelli.

Il libro di Prosperi esamina l’opera di Machiavelli attraverso una lente che evita di incasellare il pensatore fiorentino in categorie rigide. Invece, Prosperi esplora la capacità di Machiavelli di trasformare le esperienze della realtà e le letture di autori antichi in nuove intuizioni che rispecchiano la complessità della società e della politica. Questo approccio flessibile rivela un Machiavelli che è allo stesso tempo radicato nelle costanti della natura umana e profondamente adattabile ai cambiamenti storici.

Un aspetto particolarmente interessante del libro è l’analisi della ricezione postuma de “Il Principe.” Ignorato durante la vita di Machiavelli, il trattato trovò una nuova vita dopo la morte dell’autore, pubblicato sotto le insegne papali. Prosperi descrive come la Riforma protestante e le dinamiche politiche del tempo abbiano influenzato la percezione e la condanna dell’opera, con la Chiesa cattolica che ne proibì la lettura e la Chiesa calvinista che ne fece un simbolo di immoralità politica.

Raffaello 500 anni dopo

Raffaello 500 anni dopo,” a cura di Andrea Zezza, Rosanna Cioffi e Riccardo Lattuada, offre una nuova prospettiva sull’artista urbinate attraverso un’analisi approfondita delle sue opere e delle tecniche utilizzate nella sua bottega. Questo volume è il frutto del convegno “Raffaello 1520-2020,” organizzato dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Il libro si propone di esplorare la complessità titanica di Raffaello, andando oltre la visione romantica e purista che ha limitato la comprensione della fase finale della sua carriera. Gli autori sottolineano come, attraverso nuove tecniche di indagine e restauri, si sia recuperato il valore innovativo delle opere tarde di Raffaello, una fase che i contemporanei avevano visto come un apice ineguagliabile.

La raccolta di saggi offre anche una riflessione sulle pratiche esecutive della bottega di Raffaello, dimostrando come queste tecniche abbiano influenzato non solo i suoi contemporanei ma anche le generazioni successive. La collaborazione con studiosi internazionali ha permesso di aprire nuove prospettive di ricerca, consolidando ulteriormente la figura di Raffaello come uno degli innovatori più straordinari nella storia dell’arte.

Un approfondimento essenziale

Entrambi i libri rappresentano un contributo fondamentale alla storiografia del Rinascimento. Da un lato, Prosperi ci invita a riconsiderare Machiavelli non solo come un teorico politico ma come un pensatore dinamico, la cui opera riflette e influenza le tensioni religiose e politiche del suo tempo. Dall’altro, il lavoro di Zezza, Cioffi e Lattuada su Raffaello ci permette di apprezzare la complessità e l’innovazione delle sue tecniche artistiche, rivalutando la sua produzione finale e riconoscendo il suo impatto duraturo.

La lettura di “Machiavelli: Tra religione e politica” offre un viaggio attraverso le interpretazioni storiche di uno dei pensatori più controversi, rivelando come la sua opera sia stata modellata e fraintesa attraverso i secoli. Allo stesso modo, “Raffaello 500 anni dopo” fornisce una comprensione più profonda dell’artista non solo come pittore della grazia e dell’armonia, ma come un innovatore tecnico e stilistico il cui lavoro ha plasmato la storia dell’arte.