Paolo De Lazzaro racconta la sua esperienza di scrittore

Per gli amici esordienti di i-LIBRI, Paolo De Lazzaro racconta la propria esperienza di scrittore, dalla difficile ricerca di un editore, alla pubblicazione con Zero91.

Vediamo un po’ se con un blog posso generare attenzione intorno a “Quello che manca”…

Questa fu la risposta che diedi alla domanda che cominciò a perseguitarmi nel momento stesso in cui mi resi conto che il file word che avevo nel portatile di casa, nel PC a lavoro e su un paio di chiavette, poteva sognare di diventare un libro: E ora come lo trovo un editore?

Era il classico problema della committenza, ma stavolta non lo stavo studiando. Stavolta era un mio problema. Cominciai ad eliminare le cose che non volevo fare, cercando di capire se rimaneva qualcosa che invece valeva la pena di tentare. Innanzi tutto non volevo avere a che fare con editori a pagamento, cosa che, al di là del problema generale, mi sembrava in qualche modo umiliante. Inoltre dopo un’esperienza di lavoro nella stanza accanto a quella in cui venivano accatastati i mucchi di curriculum vitae arrivati per posta, non volevo neppure fare spedizioni a caso, ma solo mirate, del mio romanzo.

Qualche cognizione di web e comunicazione ce l’avevo e cominciai a ragionare sulle cose che potevo fare, che furono sostanzialmente tre:

Un racconto del tentativo di ricerca di un editore
Una serie di campagne di invio di cartoline
Una specie di bookcrossing autogestito per far circolare una decina di copie

La storia di un libro in cerca di editore.

Questo era il nucleo centrale del blog, tanto da dargli anche il titolo. Una serie di post a scadenza più o meno quindicinale in cui raccontavo quello che stavo facendo aspettando che i motori di ricerca cominciassero a prendere contatto. Il primo post parlava del giorno in cui andai alla SIAE per fare il deposito di opera inedita. Poi altri legati sempre al romanzo, foss’anche da un filo sottilissimo e il tentativo continuo di cercare contatti che diventassero link che potessero aiutare a scalare la fila dell’ordinamento di google.

Le campagne di invio di cartoline.

In attesa di intercettare tramite il blog qualche editore, pensai che un modo per poter inviare qualche copia in modo meno spersonalizzato del solito, fosse quello di far precedere l’invio dall’arrivo di una serie notevole di cartoline che avevo fatto stampare con sopra la copertina provvisoria. Scelsi 3-4 case editrici e spedii loro una cartolina al giorno per 20 giorni. In ognuna nello spazio del testo, accanto a quello dell’indirizzo, oltre all’incipit del romanzo scrivevo il numero dei giorni che mancavano all’invio della copia stampata. -20, -19, -18, -17 etc.. In questo modo, pensavo, quando arriverà la copia del libro penseranno qualcosa del tipo… “Ah, questo è quel rompicoglioni delle cartoline…” oppure qualcosa di peggio, ma come si sa… quando si ha a che fare con certi obiettivi è meglio una reputazione discutibile che nessuna reputazione.

Le copie in viaggio.

Questa è stata l’idea che più ha generato interesse. Dieci copie del romanzo con la loro copertina provvisoria, ognuna battezzata con il nome di uno dei personaggi e ognuna con associata una pagina sul blog per tenere traccia degli spostamenti. Ogni copia aveva sulla terza di copertina le regole del “gioco” che erano le seguenti:

Leggere il libro fino a quando interessa senza tenerlo troppo a lungo
Affidarlo ad una persona conosciuta cui poteva interessare
Collegarsi al sito e dichiarare il nome della persona cui era stato affidato
Lasciare un commento sul sito e una firma in un punto qualsiasi del libro

Alcune copie circolarono molto poco fermandosi dopo tre o quattro passaggi, ma altre riuscirono a superare i dieci.

Il lieto fine.

Le campagne di cartoline sortirono solo qualche risposta incuriosita accompagnata da educati dinieghi, cosa che però consideravo comunque meglio di un assordante silenzio. Anche la speranza segreta che una delle copie in viaggio finisse nelle mani di qualche editor o lettore di una casa editrice rimase solo un sogno. Quello che però non potevo prevedere fu che queste iniziative raccolsero l’interesse di qualche addetto alla comunicazione e al web-marketing che mi procurò qualche recensione e qualche intervista. Questo migliorò la circolazione del blog e il resto, che come al solito conta almeno il 90%, lo fece il noto fattore che fece incrociare questa storia con quella della casa editrice “Zero91”.

di Diego Manzetti