Pasolini e il premio Strega

Pasolini e il premio Strega – Lo scrittore aveva già tentato due volte, nel 1955 con Ragazzi di vita e nel 1959 con Una vita violenta, ma decise di riprovarci una terza volta con “Teorema”

Nel 1968 Pier Paolo Pasolini decise di partecipare al premio Strega con Teorema. Aveva già tentato due volte, nel 1955 con Ragazzi di vita e nel 1959 con Una vita violenta, ma stavolta rischiò di far saltare il banco. Pasolini era infatti contro tutti: contro Maria Bellonci, fondatrice e guida dello Strega, ma soprattutto contro gli editori, accusati di manovrare i voti.

La sua denuncia venne pubblicata sul quotidiano Il Giorno: “Il Premio Strega è venuto a fare parte integrante di quella che si chiama ‘industria culturale’ e si inquadra in una Italia borghese di tipo nuovo”. Il premio secondo Pasolini era manipolato dagli editori che ne snaturavano le ragioni culturali originarie. Per questo, lo scrittore chiedeva che il suo libro venisse ritirato dalla gara. Il Comitato direttivo non accolse la richiesta perché  il regolamento non lo consentiva.

A Maria Bellonci la richiesta di Pasolini, arrivata dopo le votazioni della semifinale e dopo i risultati a lui sfavorevoli parve singolare: “Parlò di ritirarsi … solo quando ebbe il sospetto di non riuscire primo”. In prima posizione vi era infatti L’occhio del gatto di Alberto Bevilacqua (Rizzoli), mentre Teorema (Garzanti) era secondo con grande distacco. Pasolini aveva contattato gli amici, sperando nel loro sostegno. A Sciascia aveva chiesto il voto “non tanto per vincere, quanto per non venire a sapere che sono completamente isolato e abbandonato”.

Costretto a rimanere in gara, lo scrittore provò a sabotare il premio dall’interno ed esortò la giuria degli Amici della Domenica a non votare. Vinse Bevilacqua è il secondo classificato, Giulio Cattaneo, venne sorpassato ampiamente da 117 schede bianche. Pasolini raccolse 11 voti.

La disputa con Maria Bellonci proseguì sulla Tribuna illustrata, ove Maria venne definita “una bambina che ha paura che il suo balocco le venga portato via”. Lei poi scriverà nel suo libro dedicato allo Strega: “Che cosa dovevo pensare del nostro gruppo, della nostra comune amicizia?”.

Leggi il nostro commento a Teorema di Pier Paolo Pasolini a questo link