Praga, poesia che scompare di Milan Kundera

Copertina di Praga, poesia che scompare di Milan Kundera
Scopri il ritratto di Praga di Kundera: un'ode alla cultura e alla nostalgia. Con "ottantanove parole" svela la genealogia delle sue opere.

Condividiamo con voi oggi un volume in pubblicazione con Adelphi il 14 maggio. Parliamo di Praga, poesia che scompare, di Milan Kundera. Quest’opera si propone di narrare non solo gli eventi storici che hanno segnato la capitale ceca, ma anche di tracciare un intenso autoritratto dell’autore stesso.

L’invasione russa della Cecoslovacchia nel 1968, un momento cruciale e doloroso nella storia del paese, non solo ha segnato la fine di una stagione di democrazia e libertà, ma ha anche lasciato un’impronta indelebile sulla cultura praghese. Kundera, nel suo saggio del 1980, rifletteva su come quel tragico evento avesse trasformato una vibrante cultura in un “foglio di carta in fiamme”, dove la poesia sembrava dissolversi nel vuoto.

Praga, definita dall’autore la “capitale magica d’Europa”, è stata il crocevia di artisti e pensatori che hanno plasmato il panorama culturale del continente. Da Kafka a Jaroslav Hašek, passando per Leoš Janaček, questi giganti hanno dipinto un quadro vivido e complesso della società praghese, denunciando le ingiustizie, le follie burocratiche e la disperazione che permeava il loro tempo.

Per Kundera, scrivere su Praga significava più che rievocare un luogo geografico; era un tentativo di recuperare un’Atlantide sommersa, di dare voce a una visione del mondo che resisteva all’implacabile corso della storia. In questo nuovo lavoro, il lettore è condotto nel laboratorio dell’autore attraverso “Ottantanove parole”, un dizionario personale nato dalla necessità di chiarire i concetti fondamentali che permeano le sue opere.

Le “parole chiave”, i “trabocchetto”, le “parole d’amore” delineate in questo dizionario non solo gettano luce sulle opere di Kundera, ma rivelano anche la complessa genealogia da cui esse sorgono. È un invito a esplorare non solo le strade di Praga, ma anche i meandri della mente dell’autore, dove la memoria e la creatività si intrecciano in un intricato labirinto di significati.

In definitiva, il ritratto di Praga secondo Milan Kundera è molto più di una mera cronaca storica; è un’ode alla cultura, alla memoria e alla capacità umana di resistere alle forze che cercano di cancellare il passato. Con questo nuovo volume, Adelphi offre ai lettori un’opportunità unica di immergersi nell’universo letterario di uno dei più grandi scrittori contemporanei e di scoprire le radici profonde che alimentano la sua straordinaria opera.