Premio Bagutta alla contessa

Premio Bagutta alla contessa – Benedetta Craveri con La contessa, edito da Adelphi, si aggiudica l’edizione 2022 del Premio Bagutta.

L’autrice è stata scelta dalla giuria presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti, segretario Andrea Kerbaker e composta da Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Davide Mosca, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Alessandra Tedesco, Valeria Vantaggi e Orio Vergani.

Questa la motivazione:

La contessa del titolo del libro è Virginia Verasis di Castiglione (1837-1899), aristocratica ottocentesca che attraversa la seconda metà del secolo in una vita costellata di frequentazioni e amori importanti, da Cavour a Napoleone III, prima di sperimentare una decadenza che la prova nel fisico e nel morale. Personaggio affascinante, intelligente e spregiudicato, già oggetto di molteplici attenzioni da parte di artisti e scrittori, da tempo la Castiglione era nota soltanto agli studiosi. Per riportarla al centro di quella scena che a suo tempo aveva saputo occupare con una presenza rara ci voleva la penna brillante di Benedetta Craveri: uno stile preciso, diretto, sempre sostenuto da una capacità di indagine che ha permesso all’autrice di ritrovare cospicuo materiale inedito. Un talento certamente già presente nei lavori precedenti di Benedetta Craveri, che in questo caso ai giurati è parsa particolarmente ispirata“.

La contessa di Benedetta Craveri – «Io non credo nell’amore, è una malattia che passa com’è venuta … prendetemi oggi, non contate di avermi domani» scrive Virgina Verasis di Castiglione a uno dei suoi innumerevoli amanti, palesando la sua esigenza più radicata e insopprimibile: non avere padroni. Un’esigenza che emerge prepotentemente dal racconto che della sua vita ci propone l’autrice di «Amanti e regine». Tutti noi – grazie agli scritti di testimoni e biografi, a film e sceneggiati televisivi, nonché ai moltissimi ritratti fotografici che in anni recenti sono stati pubblicati ed esposti – crediamo di sapere chi sia stata la contessa di Castiglione: una «seduttrice seriale» di incomparabile bellezza che, dopo aver conquistato (secondo le istruzioni ricevute dal conte di Cavour) Napoleone III e abbagliato la corte del Secondo Impero, si chiuse in una casa senza specchi nascondendo ai propri occhi e a quelli del mondo la sua inarrestabile decandenza. Ma colei che Robert de Montesquiou consacrò per sempre come «la divine comtesse» è stata molto di più, e Benedetta Craveri, la quale ha rintracciato negli archivi italiani e francesi un’ingente mole di lettere totalmente inedite, ce lo fa scoprire lasciando che sia Virginia a parlarci di sé: dei suoi amori, delle sue ambizioni, delle sue paure, delle sue ossessioni. Vengono così alla luce aspetti sorprendenti di una donna che seppe usare il suo fascino, ma anche la sua intelligenza politica, la sua audacia, la sua volontà di dominio, la sua straordinaria abilità di commediante, e anche una buona dose di cinismo, per raggiungere un traguardo all’epoca inimmaginabile: disporre liberamente della propria esistenza. Una ribellione alle regole imposte dalla morale del secolo borghese che, scrive Craveri, «ha mantenuto intatta la sua forza incendiaria e che ancora oggi disturba, sconcerta, scandalizza».

Una biografia romanzata è anche quella che si è aggiudicata il premio riservato all’opera prima, I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni, edito da Sellerio. La storia di un animale, di una faina che scopre il mondo, le sue verità e le sue menzogne. Come fosse un personaggio strappato a Camus, e al tempo stesso a un film della Pixar.

Come di consueto, il premio verrà assegnato nella sede di via De Grassi messa a disposizione da Francesco Micheli, storico sostenitore del Bagutta. Considerata la situazione attuale, e non volendo procedere a una proclamazione online, la cerimonia si terrà tra qualche mese, non appena le circostanze consentiranno di organizzare una serata in presenza.

I miei stupidi intenti