Premio Bancarella 2021

Premio Bancarella 2021

Ema Stokholma è la vincitrice della 69esima edizione del Premio Bancarella con il libro ‘Per il mio bene‘ (HarperCollins), che ha ottenuto 140 voti. I librai indipendenti, che costituiscono l’originalità dello storico riconoscimento letterario, hanno scelto la vita complicata, difficile, costellata di abusi e carica di eccessi di Morwenn Moguerou, in arte Ema Stokholma, 37 anni. Da nota e amata conduttrice radiofonica a vincitrice del Premio Bancarella, i votanti hanno saputo “cogliere la dolcezza di questa ragazza che si racconta descrivendo tutte le pagine più delicate e personali della sua vita”.

Ecco la classifica definitiva:
1) Ema Stokholma, Per il mio bene, Harper Collins – 140 voti
2) Marino Bartoletti, La cena degli dei (Gallucci) – 93 voti
3) Marina Marazza, Io sono la strega (Solferino) e Livia Sambrotta, Non salvarmi (Sem), ex aequo con 79 voti
4) Tommaso Montanari e Andrea Bigalli, Arte è liberazione (Edizioni Gruppo Abele) – 65 voti
5) Luca Di Fulvio, La ballata della città eterna (Rizzoli) – 51 voti.

La proclamazione della vincitrice si è svolta nella serata di domenica 18 luglio in piazza della Repubblica a Pontremoli (Massa Carrara), come da tradizione, assai affollata seppur nel rispetto delle norme anti-Covid vigenti. Fra le personalità presenti il parlamentare Cosimo Maria Ferri, ‘padrone di casa’, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, e i sindaci di Pontremoli, Città del Libro, di Mulazzo, Culla dei librai, e del vicino Comune di Filattiera.

“Un’edizione emozionante con interpreti di prim’ordine, una commossa Ema Stokholma che rende merito a un grande lavoro di selezione ed organizzazione del premio. Ci rivedremo nel 2022 quando festeggeremo i 70 anni di questo meraviglioso premio”, ha commentato il presidente della Fondazione Città del Libro, Ignazio Landi.

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Ema StokholmaPer il mio bene (Harper Collins) – Premio bancarella 2021 Per la prima volta Ema Stokholma racconta il suo passato, il tempo in cui il suo nome era ancora Morwenn Moguerou. E lo fa scrivendo un libro che attraverso la sua esperienza individuale riesce a raggiungere sentimenti universali, a insegnare che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile. “Non sei mai al sicuro in nessun posto”, questo ha imparato Morwenn, una bambina di cinque anni. Perché Morwenn ha paura di un mostro, un mostro che non si nasconde sotto il letto o negli armadi, ma vive con lei, controlla la sua vita. Un mostro che lei chiama “mamma”. La persona che dovrebbe esserle più vicina, che dovrebbe offrirle amore e protezione e invece sa darle solo violenza e odio. La picchia, la insulta, le fa male sia nel corpo che nell’anima. A lei e a Gwendal, suo fratello, di pochi anni più grande. Morwenn prova a fuggire, ma la società non lascia che una bambina così piccola si allontani dalla madre, e tutti sembrano voltarsi dall’altra parte davanti alle scenate, ai “conti che si faranno a casa”, ai lividi. Così, aspettando e pregando per una liberazione, Morwenn imparerà a mettere su una corazza, a rispondere male ai professori, a trovare una nuova famiglia e un primo amore in un gruppo di amici, a usare la musica per isolarsi e proteggersi. Finché, compiuti quindici anni, riuscirà finalmente a scappare di casa e a intraprendere il percorso, fatto di tentativi ed errori, che la porterà a diventare Ema Stokholma, amatissima dj e conduttrice radiofonica. Per la prima volta Ema Stokholma racconta il suo passato, il tempo in cui il suo nome era ancora Morwenn Moguerou. E lo fa scrivendo un libro che attraverso la sua esperienza individuale riesce a raggiungere sentimenti universali, a insegnare che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile.