Premio Comisso: finalisti e vincitore under 35

Premio Comisso

Il Premio Comisso è un prestigioso concorso letterario, istituito nel 1979 per celebrare Giovanni Comisso, scrittore veneto di fama internazionale. Ogni anno, il premio seleziona le migliori opere di narrativa italiana e biografia. La 43ª edizione del premio ha visto la partecipazione di 205 opere, con 157 nella categoria Narrativa Italiana e 38 nella categoria Biografia.

Finalisti della narrativa italiana

Per la sezione Narrativa Italiana, i tre finalisti selezionati dalla giuria tecnica, presieduta da Pierluigi Panza, sono:

1. Emmanuel Exitu con “Di cosa è fatta la speranza” (Bompiani)

Il libro racconta la storia di Cicely Saunders, un’infermiera britannica che ha rivoluzionato il modo di prendersi cura dei malati terminali. La narrazione inizia il 15 ottobre 1943, quando Cicely, insieme alle sue compagne della Nightingale Training School for Nurses, parte da Londra per prestare servizio in un ospedale destinato ai feriti di guerra. Nonostante la famiglia l’avesse indirizzata verso l’università di Oxford, Cicely decide di dedicarsi all’infermieristica.

Durante le lunghe notti di lavoro, Cicely assiste alla morte dolorosa di molti giovani soldati e si rende conto dell’incapacità dei medici di affrontare la sofferenza dei moribondi, considerati solo dei fallimenti professionali. Così, Cicely inizia a prendere appunti sui metodi per alleviare il dolore di chi non può più essere curato.

Capendo che la sua formazione infermieristica non è sufficiente, Cicely si laurea in Medicina. Nel 1967, fonda il primo moderno hospice, un luogo dove i malati terminali possono vivere con dignità fino alla fine. Le procedure da lei sviluppate sono oggi un punto di riferimento per l’OMS per migliorare la qualità della vita dei malati terminali.Tiziano

Emmanuel Exitu si ispira alla vita di Cicely Saunders per scrivere un romanzo che esplora il legame tra dolore e speranza. La determinazione visionaria di Cicely dimostra che la sofferenza può essere alleviata con l’empatia e che la speranza può illuminare l’anima fino all’ultimo respiro, come descritto dalla poetessa Emily Dickinson.

2. Tiziano Scarpa con “La verità e la biro” (Einaudi)

Il libro esplora il tema della verità e della difficoltà di esprimerla apertamente, mettendo in luce le ragioni per cui spesso evitiamo di essere sinceri: per non ferire gli altri, per paura del giudizio, per comodità. Tuttavia, la verità è inevitabile e segna profondamente la nostra esistenza.

Il testo è un mix di generi: romanzo, confessione, saggio, memoir e meditazione sui desideri umani e sulla società contemporanea, che ci spinge a essere esibizionisti e gladiatori. Tiziano Scarpa riflette sulla sincerità attraverso vari personaggi significativi del suo passato, come la Studentessa di Filosofia, che gli raccontava ogni suo tormento amoroso mentre erano a letto insieme, e altri come la Ragazza dagli Occhi Spiritati, il Vecchio Amico di Famiglia, la Storica dell’Arte e il Depresso Misterioso. Questi episodi rivelatori fanno ridere, soffrire e a volte disperare.

La narrazione si svolge durante una vacanza in Grecia, dove lo scrittore confronta la naturalezza dei corpi nudi con la rigidità delle parole, offrendo racconti e aneddoti. Scarpa cerca risposte nei luoghi più disparati: dalle interviste a attrici ottantenni, alla fantascienza distopica, alle fotografie iconiche del Novecento. Alla fine, trova un senso nel teatro greco, che crea verità attraverso l’artificio.

Il libro si rivolge a chi cerca la verità ma lotta contro l’ipocrisia e la reticenza.

3. Marco Cavalli con “L’uomo dell’enciclopedia” (Neri Pozza)

Nel marzo del 1784, il settantenne Denis Diderot, in convalescenza nelle campagne di Sèvres, riceve la visita di un giovane e determinato cronista, deciso a ottenere l’intervista della sua vita con l’uomo noto per aver legato il suo nome all’Enciclopedia, un’opera monumentale del sapere umano nel XVIII secolo. Nonostante senta la vicinanza della morte, Diderot si dimostra ancora abbastanza vivace da conversare con il suo giovane ammiratore, rievocando i momenti salienti della sua avventurosa esistenza.

Il racconto di Diderot è vivace e pieno di sorprese, ricco di aneddoti e di improvvisi cambi di ritmo. Egli narra la tumultuosa genesi dell’Enciclopedia, di cui fu uno dei principali artefici, e ci guida attraverso la Francia illuminista, facendoci entrare nei salotti intellettuali e nelle tipografie di Parigi. In questo viaggio, incontriamo figure di spicco della scena politica e culturale dell’epoca: Jean-Jacques Rousseau, Madame Pompadour, Cesare Beccaria, Voltaire, il censore Malesherbes e il filosofo Condillac.

Attraverso i suoi racconti, Diderot non solo ci offre uno spaccato della sua vita e delle sue opere, ma anche un ritratto dei suoi amici, illustri collaboratori, e avversari. Questi personaggi, evocati dal filosofo, contribuiscono a delineare un quadro vivido e dettagliato del periodo illuminista, mentre allo stesso tempo completano il ritratto di Diderot stesso.

Finalisti della biografia

Per la sezione Biografia, i finalisti sono:

1. Adrian N. Bravi con “Adelaida” (Nutrimenti)

Il libro “Adelaida” di Adrián N. Bravi racconta la vita straordinaria di Adelaida Gigli, una delle figure femminili più sorprendenti dell’Argentina del XX secolo. Adelaida è stata un’artista, una madre e una ribelle, pronta a nascondere armi e dissidenti nella sua casa, sfidare il potere con il sorriso e rompere le convenzioni sociali. La sua esuberanza e il suo spirito dissacrante l’hanno resa una donna unica, sempre fedele a sé stessa nonostante l’orrore della censura, della dittatura e della perdita che ha dovuto affrontare.

Adrián N. Bravi offre un ritratto appassionato e vivo di Adelaida, catturando la sua essenza in ogni pagina. La scrittura di Bravi è descritta come uno specchio in cui l’autore, anziché vedere sé stesso, si immedesima completamente in Adelaida, facendola rivivere, soffrire e sperimentare brevi momenti di felicità nella sua vita solitaria.

Proposto da Romana Petri per il Premio Strega 2024, il libro viene elogiato per la sua rara bellezza e per essere molto più di una semplice biografia. La narrazione di Bravi dona ai lettori la vita di una donna indimenticabile, rendendo “Adelaida” un’opera imperdibile e toccante.

2. Alessandro Gnocchi con “Burroughs. Il virus della parola” (Polidoro Editore)

Il libro è una biografia romanzata del più rivoluzionario scrittore della Beat Generation. La narrazione è divisa per temi come la droga, le ossessioni per il linguaggio, e per incontri demoniaci della mente e reali, come quelli con Jack Kerouac. La struttura del libro è incendiaria, combinando un originale saggio narrativo con un ritmo romanzesco.

Il testo è comparabile a erudite e potenti autobiografie narrative come “Io sono Burroughs” di Barry Miles e “Io sono vivo, voi siete morti” di Emmanuel Carrère. L’autore, Gnocchi, utilizza un linguaggio che amalgama abilmente elementi strutturali e narrativi, consegnando al lettore una sorta di scatola nera. Aprirla significa ascoltare la vita del vero fantasma fuorilegge della letteratura contemporanea.

3. Marcello Veneziani con “Vico dei miracoli” (Rizzoli)

Il libro narra la vita di Giambattista Vico, uno dei pensatori più influenti del XVIII secolo, famoso per il suo capolavoro “La scienza nuova”. La storia inizia nel 1730, quando Vico, a sessantadue anni, percorre le vie di Napoli con un fare modesto e un aspetto dimesso. Nonostante il suo contributo fondamentale alla filosofia e alla storia, Vico è stato spesso frainteso e sminuito sia dai contemporanei che dai posteri.

Marcello Veneziani ci racconta la vita di Vico con la precisione dello storico e il piglio del cantastorie, facendo scorrere la narrazione come un romanzo ma rimanendo fedele ai dettagli veritieri. Vico si pone al crocevia della cultura mediterranea, fondando il pensiero della storia e intrecciando ragione e fantasia, tradizione e modernità, visione cristiana e visione classica della storia. Il filosofo ha lasciato impronte durature che hanno influenzato pensatori fino al Novecento.

Il racconto abbraccia vari aspetti della vita di Vico: la sua infanzia travagliata, il lavoro come precettore, i primi passi accademici, le incredibili vicissitudini familiari, i rapporti con la Chiesa, i reali e la nobiltà, le opere incomprese, la vecchiaia, la morte e la farsa dei funerali ripetuti, fino alla sua gloria postuma. Veneziani ci offre un ritratto appassionato e vivido di Vico, celebrandone la grandezza e l’importanza duratura nel panorama della filosofia e della storia.

Premio Comisso Under 35

Parallelamente, il Premio Comisso Under 35, promosso dal Rotary Club Treviso, ha premiato l’opera di giovani scrittori sotto i 35 anni. La sesta edizione ha visto vincere Sonia Aggio con il suo romanzo “Nella stanza dell’imperatore” (Fazi Editore) – a breve la recensione su i-LIBRI. La giuria per questa sezione era composta da membri della giuria tecnica del Premio Comisso insieme a rappresentanti del Rotary Club Treviso, come Caterina Passarelli e Alessandra Lo Giudice.

Il Premio Comisso si distingue per la sua capacità di valorizzare nuove voci nella letteratura e nella biografia, promuovendo la cultura italiana a livello nazionale e internazionale. La finale del premio si terrà il 5 ottobre al Teatro Comunale di Treviso, dove una giuria composta da 70 lettori decreterà i vincitori delle due categorie principali.