Premio Edoardo Kihlgren Opera Prima: i finalisti

Premio Edoardo Kihlgren

Il Premio Edoardo Kihlgren Opera Prima – Città di Milano, giunto alla sua XXV edizione, rappresenta un importante appuntamento nel panorama culturale italiano, un’occasione unica per celebrare il talento emergente e coinvolgere attivamente i giovani nel mondo della letteratura. Ideato e curato dall’Associazione Amici di Edoardo, in collaborazione con il Comune di Milano e sostenuto dalla Fondazione UBI Banca, questo premio non è solo un riconoscimento per gli autori esordienti, ma anche un’opportunità per promuovere la lettura tra i più giovani.

La selezione dei tre finalisti, Baba di Mohamed Maalel, Gli scordati di Emanuele Firinu e Parole nascoste di Arianna Montanari, riflette la diversità e la ricchezza della narrativa italiana contemporanea. Questi autori, insieme ad altri scoperti e lanciati dal Premio negli anni precedenti, testimoniano l’importanza di iniziative culturali come questa nel dare voce a nuovi talenti e arricchire il panorama letterario nazionale. Tra gli autori premiati negli anni passati, troviamo Antonio Scurati, Roberto Saviano, Silvia Avallone, Benedetta Tobagi, Ilaria Tuti, Marco Missiroli, Teresa Ciabatti, Lorenza Gentile e Jonathan Bazzi.

Ciò che distingue il Premio Edoardo Kihlgren è il suo forte legame con i giovani. Oltre alla giuria composta da esperti di letteratura, giornalisti e scrittori, i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori di Milano hanno un ruolo attivo nella selezione del vincitore. Attraverso laboratori, analisi scritte e incontri con gli autori finalisti, i giovani lettori hanno l’opportunità di esplorare le opere in competizione e sviluppare una maggiore comprensione della letteratura contemporanea.

L’approccio inclusivo e partecipativo del Premio si estende anche alla serata di premiazione, che vedrà la presenza di diverse personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, insieme ai vincitori delle precedenti edizioni. La presenza di una madrina come Lella Costa, che leggerà brani delle opere finaliste, aggiunge un tocco di prestigio e magia all’evento.

Inoltre, il Premio non si limita alla sola narrativa italiana, ma si apre anche alla letteratura europea attraverso il Premio Speciale Crédit Agricole, che promuove opere tradotte in lingua italiana di autori esordienti provenienti da altri paesi europei. Questo impegno a valorizzare la diversità culturale e linguistica è un segno della volontà del Premio di essere inclusivo e globale nella sua portata.

Parallelamente al Premio principale, l’Associazione Amici di Edoardo ha avviato la III Edizione del Premio Scrittura Giovani Edoardo Kihlgren – Fondazione di Comunità Milano, che offre agli studenti delle scuole medie e superiori l’opportunità di esprimere le proprie idee e riflessioni attraverso la scrittura. Con un tema incentrato sulla tutela ambientale e la multiculturalità, questo premio speciale mira a stimolare la creatività e la consapevolezza dei giovani su questioni cruciali del nostro tempo.

I finalisti

Baba di Mohamed Maalel (Accento): “Baba” ci trascina in un viaggio intimo attraverso le complessità della multiculturalità e dell’identità. Ambientato in una famiglia dove le lingue e le tradizioni si intrecciano, il romanzo esplora temi delicati come la violenza domestica e l’omosessualità con una sincerità toccante. Mohamed Maalel offre una narrazione intensa e sincera che affronta le sfide della vita con coraggio e speranza.

Gli scordati di Emanuele Firinu (Sperling & Kupfer): “Gli scordati” ci trasporta in un’epoca buia della storia italiana, esplorando il potere dell’amore incondizionato in un contesto di repressione e discriminazione. Basato sulla vera storia della prigione dell’isola di San Domino durante il regime fascista, il romanzo racconta la lotta di due giovani innamorati contro le forze del pregiudizio e della soppressione. Emanuele Firinu cattura magistralmente l’essenza della libertà e dell’identità in un mondo che cerca di soffocare la diversità.

Parole nascoste di Arianna Montanari (Mondadori): “Parole nascoste” ci conduce attraverso i labirinti della memoria familiare, esplorando le ombre e le luci di una relazione complessa tra padre e figlia. Attraverso una prosa cristallina e delicata, Arianna Montanari rivela le dinamiche segrete di una famiglia attraverso gli occhi di una bambina che cerca di dare un senso al mondo che la circonda. Il romanzo ci invita a riflettere sul potere terapeutico della narrazione e sulla capacità di guarire attraverso la comprensione e l’accettazione delle nostre radici.