Premio Viareggio 2022

Premio Viareggio 2022

Ha vinto un romanzo di formazione capace di interpretare questi tempi, pandemici e di guerra. E, soprattutto, ha vinto il racconto di una scrittrice nel quale introspezione, ironia, ossessione e psicopatologie della vita quotidiana sono descritte con una prosa avvolgente e immediata, proprio come in una sceneggiatura.

Veronica Raimo con Niente di vero (Einaudi) ha vinto il Premio Viareggio-Rèpaci, una 93ª edizione rinnovata per data, location, assegnazione dei premi ed eventi correlati.

Dalla darsena viareggina dell’edizione dello scorso anno si è infatti passati al grande palco della piazza Maria Luisa, davanti allo storico Grand Hotel Principe di Piemonte, che quest’anno celebra il suo centesimo compleanno, e al vicino e storico bar Galliano che di anni ne compie 99.

Veronica Raimo è la vincitrice della sezione narrativa del premio letterario, “una scrittrice piena di talento e coraggio già vincitrice del Premio Strega giovani e il suo romanzo è il fenomeno editoriale di quest’anno — come ha spiegato Paolo Mieli, presidente del Viareggio-Rèpaci —. Una vittoria significativa, così come di grande spessore sono stati tutti gli altri autori”. Raimo è stata scelta non senza difficoltà dalla giuria tra gli altri due finalisti: Vanni Santoni con la La verità su tutto (Mondadori) che esplora l’universo dei sensi di colpa ed Elena Stancanelli con la sua opera che ha come protagonista Raul Gardini, Il tuffatore (La nave di Teseo).

Importanti anche i riconoscimenti ai vincitori delle altre sezioni dedicate a saggistica e poesia: Silvia Ronchey con L’ultima immagine edito da Rizzoli e Claudio Damiani autore della raccolta Prima di nascere, uscita per Fazi. L’ultima immagine racchiude l’estremo pensiero di James Hillman, uno dei più grandi filosofi contemporanei e tra i maggiori esponenti della psicoanalisi di matrice junghiana. Un vero e proprio testamento culturale, etico e politico affidato ai colloqui con Silvia Ronchey. Prima di nascere è invece il viaggio del poeta Damiani, che ha come inizio una domanda dell’autore da bambino: dov’era prima di nascere, dove avrebbe potuto poggiare i piedi? Perché, racconta, «mi sembrava incredibile non essere esistito prima/ e mi sembrava incredibile pure di essere esistito».

Riconoscimenti anche al vincitore del premio internazionale Wlodek Goldkorn e alla opinionista politica Silvia Sciorilli Borrelli vincitrice del premio giornalistico. Mentre Pietro Castellitto, figlio dell’attore Sergio e di Margaret Mazzantini, è stato premiato per l’opera prima Gli Iperborei (Bompiani).

Il premio Giuria di Viareggio è stato assegnato a tutti i finalisti e tra questi, oltre ai due già citati della sezione narrativa, ci sono Carlo Carabba con La prima parte (Marsilio), Silvia Bre con Le campane (Einaudi), Enrico Terrinoni con Su tutti i vivi e i morti. Joyce a Roma edito da Feltrinelli e Vincenzo Trione con Artivismo, pubblicato da Einaudi. Menzione speciale ad Agnese Pini, direttrice dei quotidiani di Editoriale Nazionale.

Infine, un’ultima notizia: è nato il nuovo archivio del Premio Viareggio–Rèpaci. Si trova all’interno della biblioteca comunale Guglielmo Marconi ed è composto da oltre 1.400 opere librarie, testimonianza dei 93 anni dalla nascita del Viareggio. Uno strumento straordinario per tutti coloro che vorranno approfondire la storia formidabile di un premio nato sulla spiaggia e del suo mitico ideatore Leonida Rèpaci.