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  • Alexis

    Romanzo che nel 1929 segnò l’esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, “Alexis” ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'”Opera al nero” e per le “Memorie di Adriano”. E’ la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate (“Pindare”), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, ‘intimista’, spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L’omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un’opera giovanile di Gide (il “Traité du vain désir”) ma si avverte molto più forte l’influenza del Rilke di “Malte Laurids Brigge”, a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch’ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c’era da dire.

  • Amori

    Descrizione

    Il genitori di Léautaud erano attori alla Comédie-française, la madre lo abbandonò tre giorni dopo la nascita. Affidato a balie e cameriere, autodidatta, amante della poesia e di Stendhal, tenne un diario ininterrottamente dal 1893 al 1956. Solitario e appartato, preferiva la compagnia di animali grandi e piccoli, gatti e cani soprattutto (ne ospitò fino a 300 nella sua casa di Parigi). Malinconico, caustico, isolato, ma soprattutto amaro e disincantato, trascorse l’intera esistenza tra editori e scrittori del «Mercure de France» dove lavorò prima come segretario, poi come redattore. Léautaud non amava le storie di finzione; la vita e la scrittura per lui si identificavano. Ecco allora nascere “Il piccolo amico”, sua prima opera del 1903. Vi si racconta la sua vita piena di donne, la bambinaia Marie, le «cocottes» che da bambino lo coccolano e lo sbaciucchiano e che, persa l’età dell’innocenza, lo seducono; i tanti incontri, l’ingenua Yvonne, la decisa Marthe, l’incostante e appassionata Perruche. Sullo sfondo i caffè di Parigi, il mondo che conosciamo attraverso Toulouse-Lautrec. È la mamma la protagonista del Piccolo amico, assente, eppure così presente in ogni pagina, sempre desiderata, amata, idealizzata, odiata. L’aveva vista due o tre volte nell’infanzia, poi più niente per vent’anni. Poi un giorno i casi della vita li portano di nuovo vicini, si vedono a Calais: Léautaud ha trent’anni, la mamma è ancora giovane e bella, dopo quell’incontro una corrispondenza fitta, più tra innamorati che tra madre e figlio; ma sarà una fiammata di breve durata e il rifiuto della madre da allora sarà definitivo. Annodati strettamente a “Il piccolo amico” sono i due racconti: “In memoriam”, incentrato sulla figura del padre e che ritorna a parlare dell’assenza materna, e “Amori”, rievocazione del primo amore dell’autore adolescente. I tre scritti posseggono una singolare compattezza, tanto da costituire un unico ininterrotto romanzo autobiografico.

  • Bel-Ami

    Un maschio eterno, del tutto privo di moralità, molto avido, un po’ vile, anche sentimentale (solo con se stesso). Sullo sfondo della Francia della Terza Repubblica, Bel-Ami è l’arrampicatore sociale per eccellenza con un’unico obiettivo: il successo e il profitto a qualunque costo

  • Bonjour tristesse

    Come ogni anno Cècile passa le vacanze estive in Costa Azzurra. I primi giorni, vissuti all’insegna della spensieratezza in compagnia del padre giovanile e della sua attuale amante Elsa, bella ma ingenua, vengono interrotti dall’arrivo di Anne, un’amica della madre di Cècile, morta anni prima. Il padre ne è attratto a tal punto che in pochi giorni decide di sposarla, a costo di abbandonare uno stile di vita lussurioso e libero. La simpatia che Cècile prova per Anne non le impedisce di vederla come una rivale, come una minaccia per la propria libertà e così mette in scena un gioco sottile per dividere i due nuovi amanti. Un piano perfetto, ma con esiti inaspettati e ben più tragici del previsto.

  • Central Park

    Alice, una poliziotta francese, si risveglia su una panchina di Central Park ammanettata a Gabriel, un pianista jazz. Non si conoscono, in tasca non hanno documenti e Alice si trova in tasca un’arma carica. Non hanno ricordi di cosa è successo e come sono arrivati lì. L’incontro con personaggi bizzarri porterà Alice a ricordare molto, forse troppo: dalla sua memoria emergono dettagli sfocati, la cattura di un serial killer, la morte del marito e del figlio, un padre in prigione. In fuga nella sua stessa città, Alice cerca di spiegarsi il legame misterioso con l’enigmatico e silenzioso Gabriel.

  • Chéri – La fine di Chéri

    Con la protervia della bellezza giovane, Chéri, ragazzo «coi capelli dai riflessi blu come le penne dei merli», irrompe nella vita di Léa, donna leggera e sapiente – ma nel triangolo amoroso apparirà il rivale più temibile: il Tempo, corruttore di corpi. L’autunnale opulenza di lei e l’acerbo smalto di lui vengono spiati, attimo dopo attimo, da un occhio a cui nulla sfugge, talché la vicenda, scandita dalle scene di una magistrale commedia demi-mondaine, diventa la cronaca della catastrofe di Léa, dove il sentimento è delicatamente avvolto nella fisiologia e brama di sprofondare «in quell’abisso da cui l’amore risale pallido, taciturno e pieno del rimpianto della morte». Quanto a Chéri, giunto all’acme della sua esistenza di ‘bello’ dinanzi a cui le donne si inchinano, percepisce una vaga inquietudine: «Non distingueva i punti precisi in cui il tempo, con tocchi impercettibili, segna su un bel viso l’ora della perfezione e poi quella di una bellezza più evidente, che annuncia già la maestà di un declino». E quel declinomaestoso vivremo nella Fine di Chéri, dove la punta avvelenata della storia del giovane emerge con fredda chiarezza dalla prosa avvolgente, atmosferica, precisa di Colette.

  • D’estate i gatti si annoiano

    Descrizione

    È estate, fa caldo, i turisti sono arrivati e, al commissariato di Perpignan, nel sud della Francia, Sebag e Molina, poliziotti disillusi divorati dalla routine, si occupano dei casi in corso senza grande entusiasmo. Ma all’improvviso una giovane olandese viene brutalmente ammazzata su urta spiaggia ad Argelès e un’altra sparisce tra le viuzze della città senza lasciar traccia. Ritrovatosi suo malgrado al centro di un gioco diabolico, l’ispettore Sebag, alla mercé di uno psicopatico, metterà da parte preoccupazioni, problemi di cuore e interrogativi esistenziali per salvare ciò che ancora può essere salvato, in special modo la vita della ragazza che sembra essere stata sequestrata da un serial killer. Dovrà dissipare la cortina di fumo formata dai falsi indizi disseminati dal rapitore che lo ha invischiato in un sottile e inquietante gioco del gatto col topo, in cui lo psicopatico mena la danza con indovinelli tipo: “Il topo aspetta triste, pazienta e soccombe. La casa di pietra diverrà la sua tomba. Chi fa cosa, chi acchiappa chi? Chi è il gatto e chi il topo, qui?”.

  • David Golder

    Descrizione

    «David Golder è un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ciò che può essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro può assumere. Oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denaro nel diciannovesimo secolo, o nella prima parte del ventesimo: una fiamma ardentissima, una colata di sangue disseccata, sbarre d’oro sciolte e di nuovo pietrificate. Diventava eros, pensiero, sensazioni, sentimenti, fango, abisso, potere, violenza, furore, come nella Comédie humaine … David Golder è un libro durissimo e secchissimo, che incide di continuo terribili ritratti, che in parte ricordano la memorialistica e la tradizione aforistica francese». (Pietro Citati)

  • Diario di un senza fissa dimora

    Descrizione

    Negli ultimi anni, è comparsa una nuova categoria di persone: questi soggetti hanno un lavoro ma lo stipendio non consente loro di pagare un affitto e dunque sono spinti per strada. Vivono dove possono, vagano da un luogo all’altro, dormono nella loro macchina. Il grande etnologo Marc Augé, che dà qui prova anche di un talento letterario, immagina la vita di uno di questi “vagabondi”, gli effetti distruttivi prodotti dalla perdita di punti di riferimento spazio-temporali, inventando un genere, l’etnofiction, l’autore utilizza la forma del racconto per evocare un fatto sociale: il suo eroe, un medio funzionario messo in difficoltà da due divorzi e dall’aumento degli affitti, potrebbe non essere cos’i diverso da tutti noi…

  • E poi, Paulette…

    Ferdinand è un signore sui settanta che vive tutto solo nella sua enorme cascina in campagna. Figli e nipoti hanno troppi impegni… A lui resta il cane, un bicchierino ogni tanto, e un sacco di tempo libero. Un giorno Ferdinand, facendo visita alla vicina, scopre che il suo tetto è stato devastato da un nubifragio. Non ci dorme tutta la notte. Ma il mattino successivo si fa coraggio e invita Madame Marceline a trasferirsi da lui. Lei e tutti i suoi animali, ben inteso. A poco a poco la fattoria si riempie di fermento, agitazione, nuova vita. Perché dopo Marceline arrivano anche un amico di infanzia di Ferdinand rimasto vedovo di recente, due vecchine un po’ smemorate, uno studente di Agraria che rimette in sesto l’orto, e alla fine anche Paulette…

  • Emmanuelle

    Descrizione

    Emmanuelle è una giovane donna che pratica l’erotismo con totale naturalezza e libertà: un personaggio-emblema della liberazione sessuale. Le sue avventure impetuose hanno per scenario tanto gli attici parigini quanto le case d’appuntamento di Bangkok.

  • Gli effetti secondari dei sogni

    Descrizione

    Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, dalla depressione della madre, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola le sue grandi capacità l’hanno portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Nolwen, diciannovenne, ha un passato che non può essere raccontato, e vive ora alla stazione di Austerlitz, evitando il contatto con chiunque. Due ragazze totalmente sole, completamente diverse ma destinate, in qualche modo, a riconoscersi fra la folla parigina. Un’amicizia che nascerà lentamente ma che arriverà a cambiare il mondo delle due protagoniste. La vicenda, drammatica, di due vite destinate a intrecciarsi e, se non a salvarsi, almeno a trovare nuove speranze.

  • Gli ultimi giorni

    Descrizione

    Nella Parigi del quartiere latino, della Sorbona e dei piccoli caffè, giovani e vechi ingannano il tempo tra conversazioni di filosofia e letteratura. E il tempo è il vero protagonista di questo gustoso romanzo, inteso ciclicamente come ritorno e alternanza ma anche come unica e ineludibile direzione che consegna l’uomo alla vecchiaia e alla morte. Ciascuno ha la propria idea e la propria prospettiva: gli studentelli carichi di speranza, gli anziani frequentatori del café Soufflet, il barista astrologo perso nei suoi calcoli sulla fine imminente dell’universo, il malinconico poeta Tuquedenne. “Gli ultimi giorni” è un capolavoro di costruzione a incastro, in cui si intrecciano le storie, i racconti e le opinioni, narrati con stile sempre accorto e misurato, per restituire al lettore il senso multiforme, ora gioioso ora tragico, dello scorrere del tempo. Introduzione di Arnaldo Colasanti.

  • Gli uomini del giovedì

    Descrizione

    A Parigi tutti i giovedì s’incontrano in luoghi di fortuna uomini dai destini e dalle condizioni diversissime tra loro, ma accomunati da pene di cuore. Le assemblee si svolgono nello spirito di tolleranza più completo: nessuno ha il diritto di ribattere alle testimonianze che vengono recate e il più religioso silenzio accoglie le confessioni di tutti. Tre i protagonisti principali di questo romanzo al maschile: un filosofo in guerra con l’ontologia della donna, uno scapolo impenitente convinto dell’esistenza di un complotto femminile planetario contro la sua virilità, e un marito tradito che si avventura alla scoperta della donna in tutte le sue varianti. Uno sguardo senza pregiudizi sul maschio contemporaneo, nutrito di autoironia e leggerezza.