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  • La guerra del cinema

    Descrizione

    Più che “La guerra del cinema” il libro avrebbe potuto chiamarsi “Perché l’Europa ha perso la guerra del cinema”. Di questo in effetti si parla, e questo si spiega. Il libro infatti racconta la storia dell’epico scontro tra la potente armata dei produttori hollywoodiani, sempre supportata dal potere politico, e le fragili e divise cinematografie europee sempre in cerca di sussidi statali e di leggi protezionistiche. Ma ci spiega anche come una diversa idea di cinema tra Vecchio e Nuovo Continente abbia influito sullo sviluppo e sull’esito di questo scontro. Così da una parte c’è stata l’orda famelica di produttori che, a partire da Luis Mayer e Jack Warner con la loro ambizione di sviluppare il mercato interno e conquistarne di nuovi all’estero, si sono spinti a realizzare storie sempre più popolari, emozionanti e universali capaci così di parlare al pubblico di tutto il mondo fino a creare un immaginario collettivo sovranazionale. Dall’altra, in Europa, il cinema inteso innanzitutto come arte ha prodotto capolavori assoluti, ma ha anche generato un’ideologia del cinema d’autore che, sfornando centinaia di film autoreferenziali, ha progressivamente allontanato per decenni il pubblico europeo dal proprio cinema. Anche le politiche governative di aiuti al settore sono state essenzialmente differenti tra i due continenti: da una parte stimoli e investimenti per lo sviluppo industriale del settore, dall’altra aiuti spesso di tipo mecenatistico nei confronti dei singoli autori. Così, elencando e spiegando decine di esempi, Puttnam da una parte ricostruisce la storia dello sviluppo del cinema nei due continenti e dall’altra fa emergere le ragioni storiche di una guerra che noi europei non potevamo non perdere.