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  • Antigone

    Una nuova traduzione dell’Antigone di Sofocledovuta al filosofo Massimo Cacciari. La tragedia sarà nei teatri italiani nei primi mesi del 2007con la regia di Walter Le Moli. La traduzione di Cacciari, insieme alla regia di Le Moli, intende ritrovare l’afflato politico di unatragedia che è archetipo sociale, fondamento di unademocrazia dialettica e discorsiva, in cui la partecipazionedel cittadino alla vita della polis era fattivamente attiva.In questa prospettiva, lo scontro ideologico e dialogico traAntigone e Creonte ritrova la forza propulsiva originaria,tanto da suggerire spunti di riflessione di grande attualità,capaci di superare il dato eminentemente teatrale: nonpersonaggi visti in prospettiva psicologica, ma veree proprie funzioni tragiche mosse dal Coro che diventail vero motore, quasi un simbolo di ciò che resta, ovverola sopravvivenza della città allo scontro di due concrezioniemblematiche della hybris.

  • Foglie d’erba

    Descrizione

    Nel 1855 Walt Whitman, il grande poeta dell’anima americana, dava alla luce le prime “Foglie d’erba”, ovvero le prime poesie che comporranno la raccolta di una vita. Il grande edificio delle Foglie d’erba crescerà, una zolla dopo l’altra, una poesia dopo l’altra, un’edizione dopo l’altra, per tutta la vita di Whitman. Solo sul letto di morte il poeta mise la parola “fine” a questa raccolta, ricca come una vita umana e sconfinata come la natura che tanto amava. La prima edizione resta tuttavia la testimonianza più viva della novità della poesia di Whitman, di quella superiore indifferenza alle rigidità della metrica classica, di quello slancio, che lo renderanno unico e ne garantiranno l’immortalità artistica.

  • Gli indifferenti

    Quando Alberto Moravia cominciò a scrivere questo capolavoro, nel 1925, non aveva ancora compiuto diciott’anni. Intorno a lui l’ltalia, alla quale Mussolini aveva imposto la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d’indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso e i plebisciti per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il ritratto che fece di un ventenne di allora coinvolto nello sfacelo di una famiglia borghese e dell’intero Paese doveva restare memorabile. Il fascismo eleva l’insidia moderna dell’indifferenza a condizione esistenziale assoluta.

  • Il barone rampante

    Il narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria. Cosimo, per sfuggire a una punizione inflittagli dai suoi educatori, decide di salire su un albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si costruisce un mondo aereo dove diversi personaggi della cultura e della politica (Napoleone compreso) lo vanno a trovare, testimoniandogli la loro ammirazione. Vive anche una tormentata storia d’amore con la volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senza mai discendere in terra: ammalato, in punto di morte, si aggrappa alla fune di una mongolfiera e scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.

  • La luna e i falò

    Descrizione

    Pubblicato nell’aprile del 1950 e considerato dalla critica il libro più bello di Pavese, “La luna e i falò” è il suo ultimo romanzo. Il protagonista, Anguilla, all’indomani della Liberazione torna al suo paese delle Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell’amico Nuto, ripercorre i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici. Storia semplice e lirica insieme, “La luna e i falò” recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta di liberazione, e li lega a problematiche private, l’amicizia, la sensualità, la morte, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell’individuo rispetto al mondo.

  • Se questo è un uomo

    Descrizione

    Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei “Saggi” e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.