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  • Afa

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    Napoli. Anni Novanta. Andi, il protagonista, non riesce a stare solo… Una scrittura tanto imprevedibile quanto vera che rincorre le idee senza condizionamenti convenzionali.

  • Dottor futuro

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    Jim Parsons è un medico di talento, abile nelle più avanzate tecniche mediche e occupato a salvare vite umane. Ma un incidente stradale lo proietta improvvisamente a centinaia di anni di distanza, nella San Francisco del futuro, dove Parsons scopre con orrore una civiltà incredibilmente avanzata dal punto di vista genetico, ma guidata da discutibili valori etici e in preda a lotte intestine tra fazioni rivali; una società che abbraccia il culto della morte e si fonda sulla distruzione e sulla violenza. Si trova quindi intrappolato tra il suo istinto, che lo spingerebbe a guarire le persone, e il conflitto con una realtà in cui è illegale impegnarsi per salvare vite umane. Ma Parsons non è l’unico a credere che la vita abbia un valore da preservare; e coloro che condividono le sue convinzioni stanno mettendo a punto dei piani per sfruttare le sue competenze mediche e salvare così un’idea di futuro.

  • Hellzarockin’

    Hellzarockin'” prende in prestito il nome dal famoso film di culto del 1941, “Hellzapoppin'”, ed è una raccolta di cinque storie al limite dell’assurdo, singolari leggende metropolitane che hanno come comune denominatore i grandi miti del rock. Scritte dal talentuoso Gianluca Morozzi (Despero, Blackout, Cicatrici) e disegnate da un gruppo di autori di primo piano del panorama fumettistico italiano.

  • Il ciclista impenitente

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    Conoscete la differenza tra vita “vera” e vita “reale”? E sapete qual è il significato di un sogno ricorrente, quello in cui vi rubano la bicicletta? E perché il ciclista stagionato colleziona carabattole? Vi siete poi mai chiesti qual è la vetrina più bella, per una libreria? In questo libro conoscerete il Lindo, favoloso custode di una favolosa dimora di campagna; e Veniero, artista, skipper, allevatore di asini pavoni e galline, nonché provetto ortolano, vignaiolo, muratore e soprattutto amico; e poi Teodoro, l’uomo volante dell’Altipiano. Se volete sapere cosa si prova a visitare un cimitero di caduti della Prima guerra mondiale; se siete curiosi di sapere com’è andata a finire a due ragazzini che hanno sottratto la bici al prete per farci un giretto, se ancora vi andrebbe di attraversare la Francia a pedali, partendo da Cuneo – dove Totò ha fatto il militare tre anni – per arrivare a Brest allora queste e molte altre sono le storie che incontrerete in questo libro vagante e divagante come un ciclista che non si è mai pentito di essere montato in sella.

  • Io non sono un serial killer

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    John Wayne Cleaver è un ragazzo potenzialmente pericoloso. Molto pericoloso. Giudicate voi stessi: un bambino che passa il suo tempo dentro casa – a dirla tutta è un vero sociopatico che vive tra i cadaveri dell’obitorio locale, amministrato dalla madre e dalla zia, che ha una tendenza a uccidere gli animali e da quando è piccolo nutre un’ autentica passione per gli assassini seriali. Visto così, il suo destino è segnato. Ma consapevole di questa sua propensione e non molto eccitato all’idea di diventare un serial killer, John ha deciso di parlare con uno psicologo e di seguire alcune regole precise: avere solo pensieri positivi verso le persone che lo circondano; non avvicinarsi agli animali; evitare le scene dei crimini. Ma quest’ultimo proposito diventa molto difficile da rispettare quando, proprio vicino casa, vengono ritrovati molti corpi atrocemente mutilati.

  • La società eccitata

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    La «società eccitata», estrema propaggine della «società dello spettacolo» di cui parlavano Guy Debord e i situazionisti, ha trasformato il sensazionale in regime di vita, oltre che in industria. La sovraesposizione agli stimoli, producendo assuefazione a ciò che impressiona, magnetizza e sconvolge, ha inciso profondamente sull’assetto antropologico, e la lingua ha registrato lo smottamento sociale: la sensazione, da fenomeno percettivo, si è intensificata, ed è ormai sinonimo di shock, emozione al limite del tollerabile. Proprio al «far sensazione», al fenomeno del sensazionale, è dedicato il saggio di Christoph Türcke, che tuttavia non si spinge a predicare l’astinenza mediatica, l’ascetismo emotivo. Il suo sguardo si volge piuttosto all’indietro, risale la modernità dal Rinascimento all’Illuminismo a oggi, per mostrare come la situazione odierna sia la conseguenza di una evoluzione secolare.

  • La svastica sul sole

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    Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi. E l’intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati…

  • Le tre stimmate di Palmer Eldritch

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    “Dick continua comunque a costruire anche ne Le tre stimmate di Palmer Eldritch una fantascienza critica e autoironica, manipolando i materiali della tradizione (il pianeta Marte, la Terra apocalittica del futuro, le creature aliene) in modo da mostrarne il carattere non estrapolativo, ma strumentale, totalmente simulato secondo i fini della narrazione. Anche le riflessioni più propriamente filosofiche o religiose, che preludono alla dimensione metafisica delle ultime opere dickiane, vanno considerate alla luce di una disposizione ludica o parodica, o al massimo alla stregua di frammenti di una saggezza impossibile da conquistare nell’universo delle illusioni, dove l’alternativa è: giocare con Perky Pat o diventare (seguaci di) Palmer Eldritch. D’altra parte, se il futuro o un paesaggio alieno non sono altro che proiezioni della mente di Palmer Eldritch, allora lo scrittore di fantascienza, anch’egli creatore di mondi, è una sorta di essere artificiale, che cerca di dare vita ai suoi personaggi, anch’essi artificiali, poco sviluppati, immaturi, e, alla fine, rischia di rappresentare solo sé stesso, le proprie fantasie, il proprio infantile desiderio di dominio.” (Dall’introduzione di Carlo Pagetti)

  • Maria De Filippi ti odio

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    Nessun pregiudizio personale, meschinità o moralismo contro la carriera e i format della famosa conduttrice. Ma una critica al vetriolo sulle logiche di retrovia, i meccanismi di falsificazione, i linguaggi di massa, il grande inganno dell’intrattenimento “facile” che hanno trasformato i suoi format in centri di raccolta e smistamento delle nostre identità, sempre più bisognose degli scintillii della televisione per consistere e sopravvivere di fronte all’anonimato dilagante. “Maria De Filippi ti odio” è il tentativo di scardinare, con il grimaldello della filosofia, la grammatica di certi programmi di grande audience, visti come epicentro di un immaginario televisivo ormai anacronistico, devastante, da sostituire con un nuovo modo “ecologico” di pensare l’uso e l’impatto dei media sulle nostre vite già fin troppo spettacolarizzate.

  • Una catena di rose

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    Buffo & appassionato. Superstizioso & imbranato. È Jeremy Davenant: un giovane zuzzurellone che è letteralmente partito, per la sua “donna del destino”. Un po’ zingara e molto capricciosa, Milena sembra irraggiungibile. In una Montréal stralunata, un po’ strafatta, piena di calabroni saccenti come il suo rivale in amore, Jeremy non si dà per vinto. Lettore accanitissimo, decide di affidare all’intepretazione di una singolare “pagina magica” ogni propria decisione.

  • Viva la vida

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    Ciudad Juárez, Messico: la città più violenta del mondo. Narcotraffico, guerre di bande, migliaia di donne stuprate e uccise. Due artisti ne percorrono le strade, ascoltano le voci, ritraggono i volti degli abitanti per cercare una scintilla di speranza. Un diario di viaggio, un intenso reportage disegnato che diventa un inno alla vita.