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  • American dust

    Descrizione

    Pubblicato negli Stati Uniti nel 1982, quando Brautigan, lontano dai successi dei suoi primi romanzi, lottava contro depressione e alcolismo, “American Dust” racconta – in un continuo sovrapporsi di piani temporali – la difficile adolescenza della voce narrante: un ragazzo di tredici anni che cresce senza padre nell’Oregon del secondo dopoguerra, vivendo di piccoli espedienti. Finché, sparando alle mele in un frutteto con il suo fucile calibro 22, uccide accidentalmente il suo compagno di giochi e avventure, scoprendo così, nel modo più brutale, a quali conseguenze si vada incontro quando si decide di spendere i pochi soldi accumulati rivendendo vuoti di bottiglia per comprare dei proiettili, anziché un sano hamburger americano. Tra custodi di segherie perennemente ubriachi e strane coppie che vanno ogni giorno a pesca portandosi dietro un divano sul quale stare comodamente sedute, tra ragazzine che abitano nell’agenzia di pompe funebri dei genitori e famiglie che cambiano casa ogni sei mesi passando da una roulotte all’altra, Brautigan ci racconta, in pagine di dolorosa, sognante levità, il retaggio di violenza, paura, dolore che si annida nelle pieghe del sogno americano.

  • Apocalisse in pantofole

    Descrizione

    Quando muore qualcuno le sue cose sono sempre lì. Aspettano solo di essere usate da un altro. Non gli importa, basta che un altro le usi. Quando morì mia madre, la sua poltrona rimase immobile in salotto. Io penso che sia meglio voler bene alle persone” “A quali persone?” “A tutte quelle che è il caso”.”Mica facile”.

  • Gli incendiati

    Descrizione

    In un’estate torrida, un uomo nauseato dal mondo prende l’auto e parte, senza meta. Va a rintanarsi in un grande albergo in una località balneare. Tutt’intorno, sulle colline aride di macchia e stoppie, bruciano i fuochi estivi. su uno strapiombo di roccia, in fuga dall’incendio, il protagonista che ha rotto con il consesso dei propri simili rientra prepotentemente nella vita. Vicino a lui si è materializzata una donna bellissima, subito scomparsa. Da quel momento, l’uomo ha di nuovo una ragione per vivere: ritrovare la donna misteriosa che gli sembra di vedere dappertutto e ogni volta gli sfugge.

     

     

  • Gli incubi di Hazel

    Descrizione

    Hazel, un’allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vìvono i parenti dì Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, intatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo dì paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe… e questo è solo l’inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitonspino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e la ranostrica (un’ostrica con le zampe da rana). Queste tre curiose creature non sono altro che gli incubi di zia Eugenia che, tutte le notti, disturbano i sogni dell’antipatica signora. Quando Hazel capisce che dietro i mostri c’è il suo caro cuginetto, intenzionato a far morire di paura la zia, si troverà a lottare contro Isambard e imparerà che, nelle favole come nella vita, persine le cose più brutte non sono mai così cattive come possono sembrare.

  • Il giorno che diventammo umani

    Majakovski scriveva: “Morire non è difficile: vivere, è di gran lunga più difficile”. I personaggi di questa raccolta sperimentano, sulla loro pelle sottile, la durezza di questa verità. Un uomo che si vergogna di sua moglie; una madre di famiglia che scopre la propria inclinazione al tradimento; un ultracentenario che non riesce a morire; una vedova che cerca un’alternativa ai ricordi; un ragazzo troppo grande per essere un bambino e troppo giovane per sentirsi un uomo; una dottoressa che per un attimo intravede, nel corpo di un ragazzo che sta visitando, un figlio morto: sono questi alcuni degli esseri umani che, sospesi tra l’amore e il dolore, tra il desiderio e la paura, vengono fotografati nelle storie di questo libro.

  • Il libro dell’inquietudine

    Il libro di Soares è certamente un romanzo. O meglio, è un romanzo doppio, perché Pessoa ha inventato un personaggio di nome Bernardo Soares e gli ha delegato il compito di scrivere un diario. Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell’autobiografia. In questa autobiografia senza fatti di un personaggio inesistente consiste l’unica grande opera narrativa che Pessoa ci abbia lasciato: il suo romanzo”. (Antonio Tabucchi)

  • Il Maestro e Margherita

    Descrizione

    Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”. Così Eugenio Montale accoglieva nel 1967 il romanzo postumo che consacrava di colpo Bulgakov, fino ad allora sconosciuto, tra i grandi scrittori russi del Novecento, e forniva un quadro indimenticabile della Russia di Stalin. Nella Mosca degli anni ’30 arriva Satana in persona e sotto le spoglie di un esperto di magia nera, accende una girandola di eventi tragicomici.

  • Il piccolo principe

    Descrizione

    Il Piccolo Principe” è una delle opere letterarie più famose e lette del Ventesimo secolo, venduta in circa centoquaranta milioni di copie e tradotta in oltre duecento lingue. Pur concepito come un libro per l’infanzia, il racconto è diventato nel tempo un vero e proprio “cult”, amato anche dagli adulti, ripreso in numerose trasposizioni cinematografiche. Al centro della narrazione una storia di amore e amicizia, incardinata su un pilota d’aerei precipitato nel Sahara che incontra uno strano bambino, il Piccolo Principe, che gli dice di essere lì piombato da un lontano asteroide, su cui vive da solo assieme a tre vulcani e una piccola rosa, da lui amata incondizionatamente. Dopo aver vagabondato per molti pianeti, il Piccolo Principe incontra alla fine, giunto sulla Terra, una volpe del deserto dalle lunghe orecchie, che lo supplica di addomesticarla. In questa scena c’è forse la chiave di volta dell’intero racconto, il suo cuore emotivo: la nostalgia struggente di un’amicizia pura. Il grande classico per l’infanzia ma anche per gli adulti, nella nuova, versione di una delle più brave traduttrici italiane. Prefazione di Claudia Gamberale. Età di lettura: da 8 anni.

  • Il viaggio di Joëlle

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    La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita. Non serve andare troppo lontano. Per riscoprirsi a volte basta solo staccarsi un po’ da sé stessi. Due donne e un uomo, estranei l’uno all’altro eppure indissolubilmente legati, incroceranno i loro destini sulle orme di un padre fantastico da chi odiato, da chi sognato, da chi semplicemente amato come Natura vuole che il figlio ami il padre in giro fra la vecchia Europa e i sogni che non hanno confini. Solo così rinasceranno una seconda volta. Solo così saranno liberi.

  • L’estate è finita

    Descrizione

    Una casa nella campagna siciliana per ricordare quello che è stato e per fare i conti con il presente. L’estate è finita, ma la vita va avanti. Chiara, 17 anni, siciliana. Ogni giorno trascorre identico a quello appena passato, ogni anno le solite vacanze nella solita casa di campagna con i soliti amici, Marta e Valerio. La voglia di qualcosa di nuovo comincia a farsi sentire, il desiderio di amare qualcuno inizia a essere forte. Qualcuno che non sia quel gran bravo ragazzo di Valerio. Non immagina neanche quanto rimpiangerà il vento del cambiamento che la fine dell’estate porta con sé. Chiara, sempre quella Chiara, solo verso i 30 anni. È sola nella vecchia e polverosa casa di campagna in cui era solita passare l’estate. Niente è rimasto come allora, la polvere e il tempo hanno usurato tanto la casa quanto le persone che vi ruotavano attorno. In mezzo a tutto quell’abbandono, l’unica cosa che può fare è guardare dalla finestra e ricordarsi di quelle estati sempre immobili ma così piene di vita. Ancora non sa che aprendo la finestra tornerà quel vento d’estate.

  • Le 13 cose

    Descrizione

    Si dice che il problema sia di chi resta, non di chi se ne va. Emilie se n’è andata, portata via da un cancro. Alessio le è sopravvissuto. Sono passati otto anni ed è ora che tutto ha inizio. “Le 13 cose” ci afferra dalle prime righe e ci trascina in un piccolo paese di provincia che pare evacuato, sempre pronto a riversarsi in un al di là parallelo simile a un campo sfollati. Alessio Valentino, protagonista suo malgrado, lega la propria vita ad assurdi vicini di casa e a personaggi improbabili. Figure sghembe e grottesche che innescano intrecci e situazioni inneggianti alla vita più stramba. Il suo mondo sembra uno sgangherato e divertente luna park, di quelli che stanno alle periferie dell’esistenza, dove la pena e la catarsi si tengono abbracciati, come amanti su un ottovolante per cui non hanno pagato il biglietto.

  • Non ci sono solo le arance

    Descrizione

    Adottata da una famiglia religiosissima della provincia inglese – dove «i pagani sono dappertutto, specialmente alla porta accanto» – la piccola Jeanette impara tutto sulle sacre scritture ma niente sul resto del mondo. Inventiva e ingenua la ragazza sconcerta le insegnanti ricamando minacciosi versetti biblici e preparandosi con impegno a un futuro da missionaria. Ma invece della vocazione le giunge l’amore, nella forma imprevista di una coetanea, cosa che, nella comunità, fa subito sospettare un intervento diabolico. Ma per Jeanette la scoperta del desiderio è una verità emozionante e naturale.

  • Si chiama Francesca, questo romanzo

    Descrizione

    Tra macchine per distillare dai romanzi la vita vera, manuali da tradurre dal russo, tutine stringipelle, speranze di vincere il premio Viareggio, Learco e Francesca si telefonano, si incontrano, cantano, decidono di andare a vivere insieme. Ma perché non scrivi un romanzo dove lo scrittore gioca con accostamenti generazionali molto ricercati e ben dosati a vestire ogni volta un sentimento che troppo spesso si dà per scontato di colori infiniti? chiede a Learco una voce di quelle che ha nella testa Eh, perché non lo scrivi? Con un interregionale lanciato sul far della notte nel cuore della vecchia Europa meridionale Learco va a trovare un’amica. Learco con questa sua amica canta tutto il pomeriggio e va in giro in autobus per Bologna, e quando sono insieme sull’autobus Learco sente l’odore del suo respiro. A Learco sentire l’odore del suo respiro è come se il mondo circostante gli arrivasse dopo essere passato per le vie respiratorie e i polmoni e i bronchi e tutti gli organi interessati di questa sua amica, si chiama Francesca, questa sua amica. Che schifo, dice a Learco una voce di quelle che stanno nella sua testa, al posto di un romanzo le cui pagine scorrano via al passo leggero di una lettura dal ritmo gradevole sorprendentemente femminile ma anche tenera aggraziata ironica e originale lui cosa ti scrive? Un romanzo d’amore. Con un titolo con in mezzo una virgola che fa venire gli sgrisori.

  • Suonando pezzi di vetro

    Descrizione

    Il diario del ritorno sul palco di un giovane musicista dopo un periodo di lontananza dai riflettori. Un diario sincero e fragile, scandito a ritmo di musica, di poche settimane destinate a segnare l’esistenza del protagonista. Poche settimane vissute fra la quotidianità di un lavoro qualunque, le serate in sala prove o in tour con i compagni di una vita e la ricerca di una stabilità emotiva. Costantemente in bilico fra le inquietudini di un passato in eterno ritorno e l’esigenza di un nuovo equilibrio e nuovi lampi di serenità. Un romanzo crudo e diretto, figlio del caos di questi anni senza identità.