Progetto Garage BENTIVOGLIO – Cabine dell’Elba di Aldo Rossi

Cabine d'Elba

Il progetto garage BENTIVOGLIO, a cura di Davide Trabucco, conclude la stagione estiva con un ultimo appuntamento dedicato alle leggendarie Cabine dell’Elba di Aldo Rossi. Questo spazio espositivo, situato in via del Borgo di San Pietro 3A a Bologna, ha ospitato per oltre un anno artisti e designer internazionali, rendendo omaggio alla creatività e all’innovazione nel mondo dell’arte e del design.

Le Cabine dell’Elba, progettate da Aldo Rossi negli anni Ottanta, sono diventate simboli iconici del paesaggio balneare italiano trasfigurato nello spazio domestico. Questi complementi d’arredo riflettono la capacità di Rossi di reinterpretare elementi architettonici tradizionali, trasformandoli in oggetti di design unici e affascinanti. Il loro viaggio nel lessico compositivo di Rossi inizia negli anni Settanta, dopo un soggiorno sull’isola d’Elba, e continua a influenzare il suo lavoro per decenni.

Interessante è il parallelo con l’opera di Giorgio De Chirico, I Bagni Misteriosi, inaugurata nel 1973 a Milano. In questa grande opera pubblica per il giardino della Triennale, una cabina sospesa su una vasca d’acqua evoca le attese e le inquietudini tipiche del pittore italo-greco, costituendo un riferimento importante per Rossi.

Commissionate da Molteni per il Salone del Mobile del 1980, le Cabine dell’Elba esemplificano la filosofia progettuale di Rossi, dove la forma precede la funzione. Da piccolo edificio balneare, la cabina si trasforma in un mobile d’arredamento, portando l’esterno all’interno delle case. Queste cabine diventano protagoniste di diversi allestimenti fieristici e progetti architettonici, come lo stand GFT a Pitti Uomo e la Casa dello Studente a Chieti, nonché come quinta scenica per l’edificio direzionale di Fontivegge a Perugia.

L’ultimo appuntamento del garage BENTIVOGLIO si caratterizza per la distanza che il vetro del garage mette tra le cabine e il pubblico, richiamando la prima volta in cui Rossi le vide sulla spiaggia di Marciana Marina o su quella di Procchio. Questa distanza diventa un mezzo per l’osservazione e la riflessione, simile a quella con cui ammiriamo i disegni di De Chirico.

Davide Trabucco, curatore del progetto, riflette sulla necessità di mantenere una distanza tra sé e le opere esposte. “La distanza è anche il metro principale con cui ho imparato a lavorare in questi mesi con le opere e gli oggetti che si sono susseguiti all’interno di garage BENTIVOGLIO,” afferma Trabucco. Questo distacco permette di trovare nuovi significati, liberi dai vincoli del possesso o del valore storico-critico, trasformando l’atto di lasciar andare le cose in una pratica necessaria per la loro libertà e crescita.

Dopo la pausa estiva, garage BENTIVOGLIO riaprirà con nuovi appuntamenti dedicati al design. Il primo sarà incentrato su Tangram, il tavolo disegnato da Massimo Morozzi per Cassina nel 1983. Seguiranno esposizioni sulla sedia Robin di Massimo Iosa Ghini e su alcuni oggetti dell’universo Fornasetti, continuando a esplorare il mondo del design con la stessa “giusta distanza” che caratterizza questo spazio espositivo unico.