Raccontami qualcosa di bello

Raccontami qualcosa di bello – Storie di ricci e dello straordinario salvataggio della delfina Kasya
di Massimo Vacchetta e Mattia FabrisSperling & Kupfer, 2021

Massimo Vacchetta, il veterinario che salva i ricci e incanta i lettori di tutto il mondo con i suoi bestseller, torna con Raccontami qualcosa di bello un libro che sorprende e tocca le nostre corde più profonde.

Una notte di aprile 2020 incappa per caso in un video: una delfina immobile a bordo vasca emette strazianti lamenti, abbandonata in un delfinario di Teheran ormai in disuso. Che cosa è successo? Perché la delfina sta male? Massimo scopre che Kasya, dopo aver perso la libertà e la sua unica compagna, Alpha, si sta lasciando morire di tristezza. Da quel momento inizia un’epica impresa di salvataggio che coinvolge volontari appartenenti a diversi Paesi. Massimo alterna la cura dei suoi piccoli pazienti con l’impegno spasmodico per risolvere difficoltà e imprevisti che di continuo si frappongono tra Kasya e la sua nuova vita. In pagine indimenticabili per empatia e umanità, con  Raccontami qualcosa di bello l’autore ci svela come «la cura» per lui sia una filosofia di vita, basata sugli unici valori che possono garantire alla nostra specie un futuro accettabile: passione, solidarietà, amore per i più fragili e attenzione per ogni essere vivente.

Massimo Vacchetta, residente a Novello (in provincia di Cuneo), è veterinario nel settore dei bovini. È il fondatore del Centro di Recupero Ricci «La Ninna», sezione staccata del CRAS di Bernezzo. È anche presidente dell’Associazione «La Casa dei ricci», che ha lo scopo di tutelare il riccio e la natura.Con Sperling & Kupfer nel 2016 ha pubblicato 25 grammi di felicità. Come un piccolo riccio può cambiarti la vita, e nel 2018 Cuore di Riccio.

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A Novello, in provincia di Cuneo, sabato 11 e domenica 12 dicembre si è svolto il «Riccio Day»: la giornata prevedeva la possibilità di pranzare o cenare al ristorante Enoteca Dente di Asti, assistere alla presentazione dell’ultimo libro del dottor Massimo Vacchetta Raccontami qualcosa di bello oltre che comprare regali di Natale a una bancarella gestita dai volontari e investire infine qualche euro in una lotteria. Tutto il ricavato, naturalmente,  è stato devoluto al centro ricci «La Ninna».

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Il piccolo Benny 

Lo hanno chiamato Benny. È un piccolissimo riccio arrivato qualche settimana fa al centro «La Ninna» di Novello, in provincia di Cuneo. Era in condizioni disperate, come tanti ricci figli di cucciolate tardive. Dopo cure appropriate e un periodo di alimentazione concentrata e super nutriente, Benny adesso è in condizioni soddisfacenti. La sua è una storia a lieto fine, come quelle degli altri 200 ricci ospiti del centro in alta Langa. L’inverno è il periodo più duro per questi animaletti, sia per quelli in natura che patiscono le conseguenze del cambiamento climatico sia per quelli che sono in rifugio. Il centro «La Ninna» ha bisogno del supporto dei suoi sostenitori: per questo motivo ha organizzato per sabato 11 (dalle ore 18) e domenica 12 dicembre (dalle ore 11,30).

Tra i sostenitori di queste iniziative c’è anche la Fondazione Capellino: all’inizio di quest’anno l’ente ha donato un quantitativo di cibo di alta qualità Almo Nature sufficiente per coprire il mantenimento dei degenti fino a dicembre 2022 (sono circa 3 tonnellate di cibo l’anno, per due anni). Ogni riccio consuma quotidianamente circa 50 grammi di crocchette, integrate con insetti secchi. I ricci più debilitati o malati hanno un menu speciale a base di crocchette frullate con carne di pollo lessata e brodo di pollo. Con questa generosa donazione sono stati assicurati per il 2021 — e lo saranno anche per il 2022 — 52.000 pasti. Ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questi animaletti così fondamentali nel nostro ecosistema. A causa di estati e autunni sempre più miti e prolungati, da una ventina d’anni a questa parte i ricci hanno cominciato ad avere due parti all’anno anziché uno solo in primavera, come accadeva un tempo. I cuccioli delle nidiate tardive, tuttavia, sono sfortunati: non hanno infatti il tempo necessario per crescere a sufficienza prima dell’inizio della brutta stagione, quando dovrebbero entrare in letargo. Sui canali social del centro si possono trovare consigli preziosi per il primo soccorso: come raccogliere e trasportare un riccio, costruire una mangiatoia e una sezione in cui si può adottarne uno, fare una donazione. In questo periodo, con almeno 15 euro, si riceverà a casa il calendario 2022 con le foto di alcuni ricci ospiti del centro, informazioni utili e i disegni inediti fatti a china e donati dall’artista Manuel Grosso.