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  • Alla ricerca di Fatima. Una storia palestinese

    Narra la vita di Ghada Karmi, medico palestinese che trascorre l’infanzia in un sobborgo benestante di Gerusalemme. Quando la famiglia è costretta a fuggire in Inghilterra a causa delle crescenti violenze degli ebrei nei confronti della popolazione araba, Ghada deve imparare a convivere con la perdita del paese in cui è nata, sostituito da Israele. La scelta di privilegiare l’identità inglese è naturale e all’inizio risolutiva. Quando sceglie di sposare un inglese, Ghada è costretta a difendere il suo matrimonio agli occhi della famiglia tradizionalista, difendendo allo stesso tempo la fittizia identità inglese che ha attribuito a se stessa. Ben presto le contraddizioni di una tale decisione esplodono in tutta la loro violenza: durante la guerra dei Sei giorni Ghada farà i conti con l’indifferenza, o addirittura l’ostilità, di tutti quelli che credeva vicini. Convinta di dover cercare se stessa scavando nel passato, Ghada si getta anima e corpo nell’impegno politico: negli anni Settanta inizia a lottare per far sentire la voce dimenticata degli esuli palestinesi, si reca nei campi profughi dove lavora come medico, e alla fine torna addirittura a vivere in Siria. Incapace di sentirsi “a casa” dovunque provi, Ghada decide alla fine di visitare i luoghi della sua infanzia. Solo dopo questo viaggio capirà che non esiste per lei alcun posto dove fermarsi: che non sarà mai un’inglese, non potrà mai tornare in Palestina, e non appartiene per intero nemmeno al mondo arabo.

  • Allegra, la figlia di Byron

    Figlia naturale di Lord Byron e Claire Clairmont, giovanissima sorellastra della scrittrice Mary Shelley, Allegra viene riconosciuta dal poeta inglese e strappata alla madre. Dopo un periodo trascorso a casa Shelley, raggiunge il padre prima a Venezia, poi a Ravenna dove Byron era ospite della contessa Guiccioli, sua nuova fiamma. Nell’Italia del primo Ottocento, Byron – idolatrato dalle donne, celebre per i suoi atteggiamenti da dandy demoniaco – trascina con sé nelle sue avventure, tra Carbonari e nobildonne, questa bambina di pochi anni, straordinariamente intelligente e graziosa che morirà tragicamente nel 1822, a soli cinque anni. In questo breve, intenso romanzo (pubblicato per la prima volta nel 1935 da Leonard e Virginia Woolf) la Origo rievoca con passione un’esistenza straordinaria e commovente.

  • Almeno il cappello

    La fanfara di Bellano è nei guai. Evelindo Gavazzi – cui è affidato il delicato compito di suonare il bombardino nella fanfara che sul molo accoglie i viaggiatori che sbarcano a Bellano – non fa più parte dell’organico: è bloccato in casa a suon di sberle dalla novella sposa Noemi, che non sopporta che faccia tardi e torni a casa ubriaco.Almeno il cappello racconta le avventure della banda orfana di bombardino e della sua gloriosa rinascita. Protagonista del nuovo romanzo di Andrea Vitali è un’improbabile congrega di musicisti: il suonatore di cornetta Zaccaria Vergottini e la seconda cornetta Eumeo Vergottini, il clarino Guzzin (al secolo Augusto Boldoni), il basso Aurelio Leoni. E soprattutto Onorato Geminazzi, giunto nel borgo come in esilio dalla natía Menaggio: sarà proprio il Geminazzi – in seguito a un imprevisto intreccio di circostanze – l’artefice e protagonista della rinascita della banda e della sua trasformazione nel glorioso Corpo Musicale Bellanese.Tra gli altri protagonisti, oltre alla signora Estenuata, consorte del Geminazzi, ci sono il traghetto Patria, l’Amaro Grona, l’oste Bormida Pinìn, il paese di Bellano e le sue frazioni Obriaco, Lezzeno, Bonzeno, Biosio e Oro, il signor podestà e i Regi Carabinieri. C’è naturalmente anche il cappello, quello dell’uniforme della banda, al centro di mille e uno equivoci.

  • Aloma

    Descrizione

    Aloma ha vent’anni e l’amore le fa schifo. quando Robert, il cognato che vive in Argentina, arriva a Barcellona, interrompe la monotonia dei suoi giorni e devia il corso dei suoi pensieri sulla vita e sull’amore. Sarà difficile per lei ammettere, anche a se stessa, di essere stata colpita da quell’uomo affascinante ed esotico, che alterna gentilezze a scontrosità, e di averlo a sua volta colpito. Ma diventerà impossibile, nell’intimità della vita domestica, sottrarsi alla passione. Con questo romanzo giovanile, poi ripreso nella maturità, Mercè Rodoreda ci parla, con la sua consueta profondità, dell’amore e dell’impossibilità dell’amore, dell’illusione e del disincanto.

  • Alta fedeltà

    Descrizione

    Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi sottosopra la vita, se le ascoltate a ripetizione? In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni piena di voglia di vivere. Con una nuova prefazione dell’autore.

  • Alter Ego

    Tessa ha 16 anni e l’incredibile capacità di assumere le sembianze di chiunque tocchi. È un’allieva dell’AFE (Agenzia Forze Eccezionali), una divisione dell’FBI che addestra i giovani mutanti, affinché imparino a gestire i propri poteri e usarli nelle missioni di spionaggio. L’unicità e la versatilità del potere di Tessa la catapultano in una missione delicata prima ancora che il suo addestramento sia concluso. In Oregon, infatti, un serial killer ha strangolato tre persone, lasciando come firma una “A” incisa sull’addome. La quarta vittima, Madison Chambers, è in ospedale in fin di vita. Tessa dovrà assumerne l’identità e sostituirla, per scoprire chi è il suo assassino prima che colpisca di nuovo. Ad affiancarla c’è Alec, giovane mutante che con Tessa condivide un’infanzia dura, un’amicizia molto intensa e qualcosa di più…

  • Amabili resti

    Descrizione

    Susie, tredicenne, e stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. E’ stata adescata da quest’uomo dall’aria perbene, che la stupra, poi fa a pezzi il cadavere e nasconde i resti in cantina. A raccontarci l’orrendo omicidio e la stessa Susie, di cui Alice Sebold riesce a ricostruire in modo sorprendente pensieri e fantasie.

  • Amado mio

    Due romanzi brevi, “Atti impuri” e “Amado mio”, entrambi autobiografici, della prima giovinezza friulana; il secondo è già un racconto compiuto, chiuso nella vicenda di un incontro estivo, un amore scandaloso e apparentemente fallito, tra i balli pomeridiani, le spiagge selvatiche e gli ambienti de “Il sogno di una cosa”. Il primo – che dello stesso tema è una variante sofferta – si presenta come testo restaurato, ricavato da tormentate stesure dattiloscritte, che rivelano un assillo più profondo, una scelta difficile di natura non soltanto personale ma ideologica. Con uno scritto di Attilio Bertolucci.

     

     

  • Amata tela

    Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

  • American dust

    Descrizione

    Pubblicato negli Stati Uniti nel 1982, quando Brautigan, lontano dai successi dei suoi primi romanzi, lottava contro depressione e alcolismo, “American Dust” racconta – in un continuo sovrapporsi di piani temporali – la difficile adolescenza della voce narrante: un ragazzo di tredici anni che cresce senza padre nell’Oregon del secondo dopoguerra, vivendo di piccoli espedienti. Finché, sparando alle mele in un frutteto con il suo fucile calibro 22, uccide accidentalmente il suo compagno di giochi e avventure, scoprendo così, nel modo più brutale, a quali conseguenze si vada incontro quando si decide di spendere i pochi soldi accumulati rivendendo vuoti di bottiglia per comprare dei proiettili, anziché un sano hamburger americano. Tra custodi di segherie perennemente ubriachi e strane coppie che vanno ogni giorno a pesca portandosi dietro un divano sul quale stare comodamente sedute, tra ragazzine che abitano nell’agenzia di pompe funebri dei genitori e famiglie che cambiano casa ogni sei mesi passando da una roulotte all’altra, Brautigan ci racconta, in pagine di dolorosa, sognante levità, il retaggio di violenza, paura, dolore che si annida nelle pieghe del sogno americano.

  • Amleto

    Un giorno c’era una lingua in questo teschio, e poteva cantare anch’essa.” Composta tra il 1600 e il 1602, Amleto è forse l’opera più nota di Shakespeare e della storia del teatro universale. La vicenda del principe di Danimarca, a cui lo spettro del padre chiede di vendicarlo uccidendo il fratello Claudio che lo ha assassinato, gli ha usurpato il trono e ne ha sposato la moglie, ha messo a dura prova per secoli l’ingegno dei critici e degli interpreti. Ciò che è certo è che la forza della “maschera Amleto?, dietro la quale si cela il volto di Shakespeare stesso, è proprio in questo suo essere così ricca di sfumature, sfuggente e complessa, saldamente ancorata nel suo tempo eppure capace di far risuonare le corde più profonde del lettore e dello spettatore di ogni epoca. Con uno scritto di Samuel Taylor Coleridge.

  • Amori

    Descrizione

    Il genitori di Léautaud erano attori alla Comédie-française, la madre lo abbandonò tre giorni dopo la nascita. Affidato a balie e cameriere, autodidatta, amante della poesia e di Stendhal, tenne un diario ininterrottamente dal 1893 al 1956. Solitario e appartato, preferiva la compagnia di animali grandi e piccoli, gatti e cani soprattutto (ne ospitò fino a 300 nella sua casa di Parigi). Malinconico, caustico, isolato, ma soprattutto amaro e disincantato, trascorse l’intera esistenza tra editori e scrittori del «Mercure de France» dove lavorò prima come segretario, poi come redattore. Léautaud non amava le storie di finzione; la vita e la scrittura per lui si identificavano. Ecco allora nascere “Il piccolo amico”, sua prima opera del 1903. Vi si racconta la sua vita piena di donne, la bambinaia Marie, le «cocottes» che da bambino lo coccolano e lo sbaciucchiano e che, persa l’età dell’innocenza, lo seducono; i tanti incontri, l’ingenua Yvonne, la decisa Marthe, l’incostante e appassionata Perruche. Sullo sfondo i caffè di Parigi, il mondo che conosciamo attraverso Toulouse-Lautrec. È la mamma la protagonista del Piccolo amico, assente, eppure così presente in ogni pagina, sempre desiderata, amata, idealizzata, odiata. L’aveva vista due o tre volte nell’infanzia, poi più niente per vent’anni. Poi un giorno i casi della vita li portano di nuovo vicini, si vedono a Calais: Léautaud ha trent’anni, la mamma è ancora giovane e bella, dopo quell’incontro una corrispondenza fitta, più tra innamorati che tra madre e figlio; ma sarà una fiammata di breve durata e il rifiuto della madre da allora sarà definitivo. Annodati strettamente a “Il piccolo amico” sono i due racconti: “In memoriam”, incentrato sulla figura del padre e che ritorna a parlare dell’assenza materna, e “Amori”, rievocazione del primo amore dell’autore adolescente. I tre scritti posseggono una singolare compattezza, tanto da costituire un unico ininterrotto romanzo autobiografico.