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  • Uva noir

    Settembre 2010. Tempo di vendemmia, ma a Bari fa ancora molto caldo e si continua ad andare al mare Lolita compie trentasette anni e finalmente scopre che il suo cuore è ancora capace di innamorarsi. A modo suo, si sa. Ma non è solo l’amore a far battere il cuore di Lolita: un bambino e il suo gattino sono scomparsi nel nulla e il dovere chiama. La bellissima madre del bambino. scura e carnosa come un chicco di uva nera, ha amici intimi molto particolari su cui indagare. Sullo sfondo della nuova inchiesta, una Bari sempre più bella e intrigante, qualcuno che gioca un brutto tiro a Lolita e una giostra di personaggi coloratissimi. Oltre alle immancabili. deliziose ricette della commissaria più scorretta – ma di gran cuore d’Italia.

  • Va’ dove ti porta il cuore

    Descrizione

    Olga è nell’età in cui si fanno bilanci. Malata, sente il bisogno di raccontarsi, di ripercorrere la sua giovinezza, il suo matrimonio infelice e le vicende che hanno condotto sua figlia Ilaria a una morte precoce. Ha così inizio la sua lunga confessione alla nipote. E nel gesto della scrittura Olga ritrova finalmente il senso della propria esistenza e della propria identità.

  • Vacche amiche

    Chi mai, se non lo stesso Busi, avrebbe potuto scrivere la sua “autobiografia non autorizzata”, lanciandola spericolatamente al mondo in una lingua affabulatoria, epigrammatica, di un’eleganza senza pari e di un’oscenità terribile e al contempo scanzonata? Un romanzo che riconduce al punto di partenza secondo un percorso perfettamente circolare nel quale nulla accade perché tutto è già accaduto e non resta che prendere atto della verità così come la scrittura la riconosce e la indaga, la tenta, invano, a uscire allo scoperto attraverso personaggi che vorrebbero sottrarsi e restare misteriosi ma che sono troppo incantevoli e stregoneschi per non far girare la fantasia a mille del lettore.

  • Vagli a spiegare che è primavera

    Descrizione

    Una donna si siede davanti al computer e comincia a scrivere la sua storia. Parte da lontano, da quell’inverno del 1946 in cui il padre valica a piedi il confine con la Francia in cerca di lavoro. Di lì a poco, anche la famiglia lascerà il Veneto stremato dalla fame e dalla guerra per raggiungerlo a Parigi sperando in una vita diversa, una vita dignitosa. Gli inizi non sono facili, l’ambiente è ostile per i sudici immigrati italiani, tenuti a distanza come fossero appestati. Ma lei fin da bambina è forte e caparbia, decisa a sfidare i pregiudizi e a superare diffidenza e avversità. Ha la fortuna di essere brava a scuola, gli insegnanti le consigliano di proseguire gli studi, tanto che si iscriverà alla facoltà di filosofia della Sorbona. Sono anni intensi ed emozionanti, quelli dell’università: il maggio francese riversa per le strade della città cortei di giovani idealisti e sognatori, che odiano la borghesia e tutto quello che rappresenta. Tra questi studenti ci sono anche Jean e Louis. Il primo, audace e combattivo, è pronto a entrare in una banda armata; il secondo, raffinato e intellettuale, vive di libri e pensieri. È l’incontro che cambierà tre esistenze. È l’amore che non ha paura di trasgredire le regole. Finché nulla sarà più come prima.

  • Vendetta di sangue

    Descrizione

    Hector Cross non è un eroe: è soltanto un uomo. Ma quando un uomo come Hector Cross perde tutto quello che ha, il suo dolore e la sua furia possono essere devastanti. Una mano assassina ha spezzato la vita di Hazel Bannock, la donna che amava e che stava per dargli una figlia. La neonata è sopravvissuta e ora Hector è solo, con una bambina da crescere, e un’indomabile sete di vendetta e di giustizia. È il momento di riunire la squadra di un tempo, i membri della Cross Bow Security. È il momento di tornare nella terra del nemico, che sia il deserto dell’Africa nordorientale o la City di Londra. È il momento di combattere la Bestia, il gruppo di terroristi che Hector credeva di aver sconfitto e che, invece, pare aver rialzato la coda velenosa come uno scorpione. Ma bastano pochi passi nella follia e nella violenza perché Cross capisca che il nemico ha molte facce. Volti nascosti in torbidi segreti di famiglia, che Hazel non ha mai avuto il coraggio di confessargli. Volti che adesso tornano dal passato per colpire, affamati di potere e di denaro, ebbri di violenza e di perversioni, assetati di sangue.

  • Venere in metrò

    Descrizione

    Bea ha 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano, visita ogni giorno il sito The Blonde Salad per decidere come vestirsi, ha un marito in carriera, un amante che come status su Facebook scrive “innamorato”, un figlio che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Soiaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che in ogni seduta pronuncia soltanto queste parole: “Sono 300 euro”. Tutto impeccabile, sembrerebbe. Ma improvvisamente qualcosa si incrina. È una piccola crepa, destinata ad allargarsi come una ragnatela e a sgretolare ogni certezza di Bea: il licenziamento dall’agenzia di comunicazione dove lavora, un’impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, suo figlio che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile. Culicchia dà vita a un personaggio in realtà profondamente tragico, risucchiato in una spirale di menzogne e forzature che mostra il volto più fasullo della borghesia d’inizio millennio, celebrandone i riti e al tempo stesso il declino. Ma ci rivela anche come, toccato il fondo della crisi, si possa ricominciare a vivere, spogli di tutto ma molto più ricchi di prima.

  • Venere privata

    «Duca Lamberti è un investigatore atipico, disincantato e arrabbiato, immerso nella folla e nella sua città, tra mafie, seduttori, ipocrisie di ogni specie e grandezza. Scerbanenco nei romanzi di Lamberti, il suo aggressivo e per nulla politicamente corretto alter ego, forse può finalmente far venire a galla il motivo per cui anche lui, come il suo personaggio, non riesce a dormire.» (Dalla prefazione di Cecilia Scerbanenco)

  • Venivamo tutte per mare

    “Da anni”” ha dichiarato Julie Otsuka, “volevo raccontare la storia delle migliaia di giovani donne giapponesi – le cosiddette “”spose in fotografia”” che giunsero in America all’inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti durante la mia ricerca e volevo raccontarle tutte. Capii che non mi occorreva una protagonista. Avrei raccontato la storia dal punto di vista di un ‘noi’ corale, di un intero gruppo di giovani spose””. Una voce forte, corale e ipnotica racconta dunque la vita straordinaria di queste donne, partite dal Giappone per andare in sposa agli immigrati giapponesi in America, a cominciare da quel primo, arduo viaggio collettivo attraverso l’oceano. È su quella nave affollata che le giovani, ignare e piene di speranza, si scambiano le fotografie dei mariti sconosciuti, immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. A quei giorni pieni di trepidazione, seguirà l’arrivo a San Francisco, la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua e capire una nuova cultura, l’esperienza del parto e della maternità, il devastante arrivo della guerra, con l’attacco di Pearl Harbour e la decisione di Franklin D. Roosevelt di considerare i cittadini americani di origine giapponese come potenziali nemici. Fin dalle prime righe, la voce collettiva inventata dall’autrice attira il lettore dentro un vortice di storie fatte di speranza, rimpianto, nostalgia, paura, dolore, fatica, orrore, incertezza, senza mai dargli tregua.”

  • Venne alla spiaggia un assassino

    “Il mare Mediterraneo si sta riempiendo di morti. Barche inadeguate e stipate all’inverosimile navigano a vista, provando a raggiungere le nostre coste. Alcune ci riescono, altre vengono riacciuffate e riportate indietro, in Libia. Altre ancora, moltissime, affondano. Ho deciso di andare a vedere. Angosciata dall’irrazionalità e dalla ferocia che spinge ministri e politici a considerare i morti un buon esempio, un deterrente per gli altri migranti pronti a partire, mi sono imbarcata con chi invece vuole salvarli. ‘Venne alla spiaggia un assassino’ è il racconto del tempo trascorso sulle barche delle famigerate ONG, trasformate in pochi mesi da alleate della guardia costiera italiana in colpevoli di ogni nefandezza. Donne e uomini che dedicano la propria vita al soccorso in mare e meriterebbero il Nobel per la pace e invece vengono insultati. Ma è anche una specie di romanzo d’avventura, la cui protagonista è convinta di fare la cosa sbagliata per lei, ma decisa a farla fino in fondo. Ci sono libri che si raccontano al ritorno, dopo essersi allontanati molto da se stessi, facendo i conti con un po’ di nostalgia, i ricordi e molta incredulità: abbiamo ceduto la nostra misericordia, la pietà, in cambio di niente. Stiamo facendo una terribile confusione tra colpevoli e innocenti. A volte è difficile capire da che parte stare, altre è facilissimo.” (L’autrice).

  • Vent’anni che non dormo

    Descrizione

    Marco ha studiato filosofia e ha smesso. Ha lavorato nelle toilette di un autogrill e ha smesso. Ha convissuto con una ragazza e ha smesso. Ha voluto una famiglia e ha smesso di volerla. Ora lavora in una pizzeria e già non ne può più. Cerca casa e la trova in condivisione con Chiara, una giovane senz’arte né parte ma con molti, troppi amici e soprattutto con una spiccata propensione a consumare in una notte, con l’ingenuità di un cuore facile, un grande amore dopo l’altro. È allora che a Marco viene l’idea: e se questi “grandi amori” glieli procurassi io, dietro adeguato compenso? Detto, fatto. Ma Marco è veramente un pappone? E Chiara è veramente una prostituta?

  • Venti corpi nella neve

    Case Rosse, minuscolo borgo nell’Appennino tosco-emiliano, ha un primato: è la sede del commissariato più piccolo d’Italia, diretto da Roberto Serra – che viene da Roma ed è considerato uno ‘ed fora’ – con l’aiuto dell’agente Manzini. Non succede mai nulla se non qualche rissa tra ubriachi il sabato sera. Ma la notte del Capodanno del 1995 una telefonata sveglia Manzini in piena notte. Ci sono tre cadaveri al Prà grand, uccisi senza pietà. I due poliziotti accorrono sul luogo del delitto e uno spettacolo raccapricciante si presenta ai loro occhi: un uomo, una donna e una bambina sono stati colpiti a morte da distanza ravvicinata con un fucile. È un’esecuzione, senza alcun dubbio. Ma non ci sono schizzi di sangue intorno alle vittime e la loro posizione non combacia con la traiettoria degli spari. A chi appartengono questi corpi straziati che chiedono giustizia? Chi ha violato la pace di quel piccolo paese perso tra le montagne, e per quale motivo? E perché così tanta violenza da sorprendere anche un uomo come Roberto Serra, abituato a omicidi ben più efferati? Per il commissario comincerà un’indagine che lo porterà a rivivere il passato del luogo in cui si è rifugiato, e ad affrontare i demoni che albergano nella sua anima e nel suo cuore.

  • Vera

    Descrizione

    “Vera” è una storia su come si può impazzire d’amore, una storia che seguiamo con gli occhi del protagonista, consumato da una gelosia immotivata. Il romanzo descrive la vita di ogni giorno di Vera, sposata all’alcolizzato Nikolai che soffre di una gelosia patologica. L’autore descrive i sentimenti distruttivi resi ancora più forti dall’ alcol con realismo e brutalità. Ma dietro questa storia di gelosia e di una donna sottomessa emerge strisciante la critica al passato sovietico. Un romanzo che mostra una parte della società Russa di cui si parla raramente L’approfondimento psicologico di Vera, il suo stile, i flash allucinatori, i passaggi che descrivono gli stati mentali dei personaggi rendono “Vera” un romanzo che non si dimentica. Vera racconta di un universo allucinato popolato da pensieri ossessivi e uomini violenti e crudeli, mentre le loro compagne, dalla bellezza sconvolgente, sono donne gentili e votate al sacrificio. Un mondo i cui personaggi oscillano costantemente tra sogno e realtà, pazzia e lucidità. Mentre il libro si inserisce nella tradizione dei grandi romanzi russi, la scrittura sognante di Skorobogatov ha spinto la critica ad accostarlo a David Linch e Roman Polanski.