Scrittura senza stress: gestire l’ansia e valorizzare l’estetica del testo

Terza regola: NON FARTI PRENDERE DALL’ANSIA

Mi spiego.

Spesso accade che ti venga un’idea all’improvviso, di quelle che sembrano davvero geniali.

Ci speravi da tanto ed ora eccola qui, giunta da chissà dove in un momento che più strano non si può. Naturalmente, hai iniziato subito a svilupparla e adesso sei a un buon punto.

Bene. Non farti prendere dall’ansia di finire solo perché non stai più nella pelle e vuoi un riscontro immediato. Cerca di mantenere la calma, analizzare il testo.

Scrivere è un’arte e certo non va intrappolata in schemi preconfezionati. Appunta pure ogni minima cosa che ti passi per la mente e ti vada di scrivere.  Semplicemente non inviare il testo ad un editore prima di averlo rivisto, corretto, sezionato, e, cosa ancora più importante, “tagliato”.

Spesso ci affezioniamo a ciò che abbiamo creato e diventa difficile eliminare anche una sola frase. Il problema è che più frasi formano un periodo e più periodi un capitolo. Non commettere l’errore di credere che sia meglio “abbondare”. Spesso è così, ma non in questo caso.

Quarta regola: NON SOTTOVALUTARE L’IMPORTANZA DELL’ESTETICA

L’opera va presentata come si deve.

Pensa alla maestra che corregge un tema in bella grafia: si predispone meglio, perché quanto meno non dovrà fare fatica anche solo per capire cosa c’è scritto.

Ovviamente, con l’esempio della maestra non voglio indurti in un errore tanto comune quanto sciocco, e cioè quello di inviare un testo scritto a mano. L’opera va sempre dattiloscritta. Quello che voglio dire è che devi rileggerla centinaia di volte, perché nessuno ama vedere cancellature e trovare refusi.

Stesso discorso per i file: non inventarti formati strani, caratteri strampalati e quasi illeggibili, ed occhio alla punteggiatura. L’originalità in genere è apprezzata, ma non deve sconfinare negli eccessi: la tua parte consiste nello scrivere, non stare ad inventarti la copertina, non è compito tuo.

di Marika Piscitelli