Se scrivere è una colpa…

Se scrivere è una colpa, perché Dio mi ha dato la parola per parlare con trepidi linguaggi d’amore a chi mi ascolta?” Alda Merini 

 A volte ti sembra una maledizione…

 Una maledizione si, perché senti un bisogno impellente, bruciante, incontenibile, di dire a tutti chi sei veramente…

 Odi quella penna che sei costretto a cercare disperatamente nelle tasche della giacca, o nella borsa zeppa di roba inutile Baratteresti persino le sigarette per averla con te proprio ora, proprio nel momento in cui devi appuntare questo o quello, proprio nel momento in cui sei triste, o ti senti felice, o vorresti sparire.

La odi e non puoi farne a meno: devi scrivere. C’è qualcosa dentro di te che ti impone di farlo. Una voce lamentosa che parte dall’anima, che ti fa pensare: “Ciò che mi sta succedendo non ha un senso ma, se riesco a metterlo sulla carta, finalmente lo avrà”. 

Scriviamo perché vogliamo chiarire come stanno le cose, perché desideriamo essere capiti.

E allora come mai tanti libri restano nel cassetto? Spesso per paura.

Ti sarà capitato, a scuola, di tradurre male Cicerone, di prendere un quattro al compito di matematica… Ne sarai stato deluso, certo; ti sarà dispiaciuto, indubbio. Ma il tema di italiano… Beccare un cinque lì ti avrebbe distrutto.

E così è adesso.  

Se un’azienda rifiuta il tuo c.v., poco male… Lo invierai a qualcun altro. Ricevere la lettera di una casa editrice che rifiuta il tuo lavoro, però, è un’altra storia… come avere un giudizio negativo sulla tua intera persona, come essere tradito dal tuo migliore amico.

E quindi cosa fai? Eviti… Dici a te stesso che il mondo funziona così, che nessuno in realtà fa ciò che veramente vuole, che i sogni sono solo sogni. E rinunci. Per paura.

La ferita si rimargina, pensi ad altro e la vita continua. Possono trascorrere mesi, persino anni. Magari avevi ragione: si trattava di una parentesi, di un capriccio, di una passione fugace.

Ma, se la voce lamentosa ritorna… Tenta.

Cos’hai da perdere? Soltanto il tuo orgoglio idiota.

E, soprattutto, avventurandoti nel mondo degli scrittori mancati, scoprirai di non essere solo come pensavi… C’è tanta gente che prova esattamente quello che provi tu, e che ha iniziato a scribacchiare alla fine delle elementari, sulla “pagina bella” del suo quaderno… 

di Marika Piscitelli