Quattro sorelle fotografate nella stessa posa da quarant’anni e “L’esordiente” di Raul Montanari

Come sapete, nella rubrica “Fatti e libri” ci occupiamo delle connessioni tra letteratura e realtà. In tutti i sensi. Sia osservando come la realtà possa ispirare un romanzo, sia rilevando gli influssi che il pensiero letterario talvolta esercita sulla realtà, sia constatando come la letteratura spesso anticipi gli eventi, infine riscontrando coincidenze, affinità, similitudini, curiosità.

Oggi parliamo di un articolo, con relativo réportage fotografico, apparso recentemente su “Repubblica on line” e visualizzabile a questo link.
Esistono tanti modi per registrare il passare del tempo: ci sono gli orologi, le clessidre, il semplice alternarsi del giorno e della notte… E poi c’è la fotografia. Sì, anch’essa può svolgere questa funzione. Ce lo dimostra il fotografo Nicholas Nixon che dal 1974 a oggi ogni anno ha scattato un ritratto di gruppo alla moglie Bebe e alle tre sorelle di lei Heather, Mimi e Laurie sempre nello stesso ordine, con espressioni simili.”
Dichiara il fotografo: “La prima foto è stata fatta nel 1974, ma il progetto ha preso forma l’anno successivo. In occasione della laurea di Laurie ho scattato la seconda immagine e ho pensato che sarebbe stato divertente farla con la stessa posa di quella dell’anno precedente. Da lì è venuto tutto in automatico: ho proposto a mia moglie e alle sue sorelle di replicarla ogni anno, per sempre, e loro hanno accettato”. Così in quarant’anni vediamo concretamente il tempo che modella i volti delle protagoniste, ne muta lo stile nel vestire, forgia le personalità che trovano una manifestazione tangibile nelle espressioni facciali.

I quaranta scatti sono stati pubblicati in un libro.
Ma è di un altro libro che noi vogliamo parlare, per riscontrare una coincidenza singolare con il fatto sopra illustrato: “L’esordiente” di Raul Montanari, pubblicato nel 2011.
In questo romanzo, che getta uno sguardo ironico sul mondo dell’editoria, Livio Aragona, docente di scrittura creativa e scrittore affermato in cerca della consacrazione definitiva, è impegnato a sfuggire il cliché che gli viene immancabilmente attribuito: quello del giallista. Muovendosi tra trasmissioni televisive e presentazioni letterarie, Livio combatte la sua guerra personale contro le ipocrisie dell’ambiente di lavoro e contro l’età, inesorabilmente scandita da un rito annuale: fotografarsi nudo, ogni capodanno, dinnanzi allo specchio!
Poi tutto si complica, perché il nostro eroe s’innamora di una bella e talentuosa esordiente, sua diretta rivale al premio… innominabile! Sino al finale drammatico, quando le riflessioni sulla morte s’intrecciano al dolore fisico e alla pena esistenziale…

Bruno Elpis

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Dalla quarta di copertina, riportiamo la sinossi del romanzo di Raul Montanari:

Livio Aragona è uno scrittore noir cinquantenne. Nudo davanti allo specchio, all’alba del 2009, si scatta una fotografia, come fa a ogni primo dell’anno da quando era ragazzo. Ma non immagina quale terremoto stia per sconvolgere la sua vita. Livio sta facendo di tutto per vincere il più importante premio letterario italiano, chiamato semplicemente il premio perché porta una sfortuna mortale pronunciarne il nome. Così, finalmente, potrà togliersi di dosso l’etichetta di giallista ed entrare nell’olimpo della vera letteratura! Ma il cammino che lo deve condurre alla meta si rivelerà costellato di ostacoli e tragicomici incidenti. Nel frattempo è infatti diventato l’amante di Veronica, un’allieva della sua scuola di scrittura creativa, della quale non ha nessuna stima come autrice e che invece gli riserverà sorprese che lo metteranno in crisi. Ma non basta: Emiliano, l’uomo che vive con la sua ex moglie, un bizzarro criminale che lui stesso le aveva presentato, inizia a minacciarlo. Gli chiede continuamente soldi ricattandolo nella forma più paradossale: facendo del male ai suoi nemici, così che tutti pensino sia lui il mandante dei misfatti. queste tre linee narrative si intrecceranno in un crescendo mozzafiato, con colpi di scena a non finire e una dose massiccia di humour, fino a esplodere in un finale pirotecnico. Un romanzo che rappresenta una nuova scommessa di raccontare con le cadenze implacabili del thriller psicologico storie lontanissime dai luoghi comuni della narrativa poliziesca.