Storia di Iqbal

Il libro “Storia di Iqbal” di Francesco D’Adamo narra la triste, breve vita di Iqbal Mashir, che venne assassinato in Pakistan a tredici anni dalla “mafia dei tappeti”. Il ragazzo aveva denunciato il suo ex padrone e con tale atto di coraggio aveva fatto chiudere alcune fabbriche clandestine, liberando molti bambini schiavi dello sfruttamento minorile. Nella sorte di Iqbal converge il racconto dei diseredati che tentano di ribellarsi contro il potere di persone così ricche da risultare intoccabili. “Storia di Iqbal” è un romanzo di denuncia sospeso tra commozione e indignazione, prigionia e libertà, voli di aquiloni e voli di speranza.

Dal 19 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la storia di Iqbal sbarca nelle sale cinematografiche sotto il titolo di “Iqbal. Bambini senza paura”.
Il cartoon di Michel Fuzellier e Babak Payami s’ispira liberamente alla storia di Iqbal ed è stato realizzato con tecnica mista di animazione 3D su scenografie disegnate.

Questo è il plot del film: Iqbal è un ragazzino sveglio e vivace di dieci anni; vive con il fratello Aziz e la madre Ashanta a Kardù, in un piccolo villaggio. Deciso a trovare i soldi per comprare le medicine per Aziz, il fratello malato, Iqbal scappa e raggiunge il mercato di Mapur. Lì il bambino incontra Hakeem, che gli promette le medicine per il fratello: in cambio di questo servizio, Iqbal dovrà lavorare nella fabbrica di tappeti di Guzman. In fabbrica Iqbal incontra i suoi compagni d’avventura: Fatima, Emerson, Maria, Ben, Salman e Karim, bambini di età diverse ma con storie simili. Iqbal comprende presto che il suo debito non sarà mai ripagato, ma non si arrende ed elabora un piano per fuggire e liberare i suoi compagni…

La redazione di i-libri.com