Franz Kafka

Franz Kafka, uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo, nacque il 3 luglio 1883 a Praga, all’epoca parte dell’Impero Austro-Ungarico, oggi capitale della Repubblica Ceca. Figlio di Hermann Kafka e Julie Löwy, apparteneva a una famiglia ebrea di lingua tedesca. La sua complessa relazione con il padre, un uomo autoritario e oppressivo, influenzò profondamente la sua vita e la sua opera, come si evince dalle sue lettere e dai suoi scritti.

Kafka iniziò i suoi studi presso la scuola elementare tedesca di Praga e proseguì presso il ginnasio, dove si distinse per il suo talento letterario. Nel 1901 si iscrisse all’Università Carlo-Ferdinando di Praga, inizialmente per studiare chimica, ma ben presto cambiò indirizzo e si dedicò al diritto. Si laureò nel 1906 e, dopo aver completato un periodo di pratica, iniziò a lavorare presso l’Istituto di Assicurazioni contro gli Infortuni dei Lavoratori del Regno di Boemia. Nonostante considerasse il suo lavoro alienante, rimase impiegato lì fino al 1922, quando fu costretto a ritirarsi a causa della tubercolosi, malattia che lo affliggeva da tempo.

Durante il suo tempo libero, Kafka si dedicava alla scrittura, una passione che lo accompagnò per tutta la vita. Il suo primo racconto pubblicato, “Descrizione di una battaglia” (Beschreibung eines Kampfes), risale al 1904, ma è con “La Metamorfosi” (Die Verwandlung) del 1915 che ottenne un riconoscimento più ampio. Questo racconto, che narra la storia di Gregor Samsa, un uomo che si sveglia trasformato in un gigantesco insetto, è un’opera simbolica che esplora temi di alienazione, identità e deumanizzazione, caratteristiche tipiche della produzione kafkiana.

Kafka scrisse anche numerosi altri racconti e romanzi, tra cui “Il Processo” (Der Prozess), “Il Castello” (Das Schloss) e “America” (Der Verschollene), quest’ultimo pubblicato postumo. Sebbene Kafka avesse istruito il suo amico e esecutore letterario, Max Brod, di distruggere tutti i suoi scritti non pubblicati dopo la sua morte, Brod decise di ignorare questa richiesta, permettendo così la pubblicazione di molte delle sue opere più significative.

La scrittura di Kafka è caratterizzata da un senso di oppressione e impotenza, spesso rappresentato attraverso situazioni surreali e labirintiche. I suoi protagonisti si trovano frequentemente coinvolti in conflitti burocratici e autoritari, riflettendo forse le sue stesse ansie e difficoltà personali. La prosa di Kafka, precisa e sobria, amplifica l’assurdità delle situazioni descritte, creando un’atmosfera di angoscia e claustrofobia che è diventata il tratto distintivo del termine “kafkiano”.

Oltre alla sua attività di scrittore, Kafka ebbe una vita personale complessa e tormentata. Fu fidanzato diverse volte, ma non si sposò mai. La sua relazione più duratura fu con Felice Bauer, con la quale si fidanzò due volte, ma entrambi i fidanzamenti furono sciolti. Altre donne significative nella sua vita furono Milena Jesenská, una giornalista ceca con la quale ebbe un’intensa corrispondenza, e Dora Diamant, con cui trascorse gli ultimi anni della sua vita.

La salute di Kafka fu sempre fragile. Oltre alla tubercolosi, soffrì di emicranie, insonnia e altre malattie croniche che lo resero ancora più introspezione e riflessivo. Le sue condizioni peggiorarono notevolmente nel corso degli anni, e nel 1924 si trasferì a un sanatorio a Kierling, vicino a Vienna, dove morì il 3 giugno 1924. Il suo corpo fu sepolto nel Nuovo Cimitero Ebraico di Praga.

L’eredità letteraria di Kafka è immensa. Nonostante la sua relativa oscurità durante la sua vita, la pubblicazione postuma delle sue opere lo ha reso uno degli autori più influenti del ventesimo secolo. La sua capacità di catturare l’angoscia esistenziale e l’alienazione dell’uomo moderno ha avuto un impatto duraturo sulla letteratura e sulla filosofia contemporanea. Il termine “kafkiano” è entrato nel lessico per descrivere situazioni che sono al contempo bizzarre e opprimenti, riflettendo l’unicità della sua visione del mondo.