In viaggio con Erodoto

In viaggio con Erodoto

Kapuscinski si prende un momento di pausa e riflessione per rivisitare le tappe salienti della sua vita, svelando retroscena finora poco conosciuti delle sue avventure: dall'infanzia modesta fino ai primi incarichi rischiosi in India e Cina, senza alcuna conoscenza pregressa di quei paesi. Ripercorre i suoi viaggi in Africa, Egitto e Iran, illuminando sotto una nuova luce gli eventi storici che ha vissuto. Ci racconta delle sfide incontrate di fronte all'immensità delle tematiche da comprendere, interpretare e giudicare. In queste situazioni, il suo punto di riferimento è sempre stato Erodoto, il suo libro di testa, la fonte da cui attingere ispirazione e saggezza. La lettura di Erodoto spesso lo coinvolgeva più del lavoro stesso. Kapuscinski vede in Erodoto il primo vero reporter della storia, un giornalista che sentiva il bisogno di viaggiare, osservare, raccogliere dati e condividerli, pur mantenendo la giusta dose di sospetto verso le storie raccontate dagli altri. Nonostante rimodelli il materiale storico-culturale a lui familiare, Kapuscinski offre un'opera nuova: un libro che procede in modo non lineare, descrivendo le cose con distacco e leggerezza. Ancora una volta, ci ricorda che per essere un vero reporter occorre la curiosità incrollabile del bambino che chiede incessantemente "perché?" e la consapevolezza che tutte le culture fanno parte della stessa umanità. Le sue confessioni autobiografiche sono una piacevole sorpresa da parte di un autore solitamente riservato riguardo alla propria vita.