Tasmania

Tasmania di Paolo Giordano, Einaudi, pp. 272, euro 19,50

Tasmania è il nuovo romanzo di Paolo Giordano, in libreria da oggi 25 ottobre per Einaudi: una storia dedicata al presente e ai nostri tempi «pre-traumatici».

Nell’articolo di presentazione del Corriere online (Leggi l’articolo del Corriere online a questo link e Tasmania: un estratto dal nuovo romanzodi Paolo Giordano) Paolo Giordano viene accostato a Primo Levi («Chi ha bisogno di punirsi trova occasioni dappertutto» è l’incipit di «A fin di bene», un racconto di Primo Levi contenuto in Vizio di forma): con Levi, Giordano condivide la città d’origine (Torino), la casa editrice (Einaudi), una poetica influenzata dagli studi scientifici e l’idea che la letteratura serva a formulare la realtà, mettendovi ordine con le parole.

In Tasmania c’è un ritratto del presente: il terrorismo, la crisi climatica, quella economica, le differenze tra una generazione e l’altra e «più in generale uno spirito del tempo nuovo (qualunque cosa significhi) che si affacciava al mondo, facendo sentire ognuno segretamente colpevole» e anche «una contiguità mai sperimentata tra le nostre vite e una nuova forma di male assoluto […] che sbocciava qua e là nel continente come un fiore marcio».

La narrazione scorre con la stesura di un libro su «dei fatti accaduti in Giappone settant’anni fa di cui non interessa più niente a nessuno» (la bomba atomica): il flash su Hiroshima e Nagasaki contrappunta il surriscaldamento globale, i sopravvissuti giapponesi nell’agosto del 1945 sono di fronte agli ancora-vivi di oggi. Da questo confronto Giordano osserva persone e cose: un amico idealista che affronta legalmente l’ex moglie per la custodia del figlioun prete innamorato; un fisico incattivito dal negazionismo; la vista, per l’insorgere di una cataratta precoce; la definizione della paternità; la propria reputazione di intellettuale puro, marito appagato, confidente sincero…

L’asprezza del contenuto del romanzo è attenuata dalla dolcezza della forma di Paolo Giordano; in Tasmania si ravvisa la pluralità di opinioni, reazioni, pensieri e comportamenti rilevati dal protagonista (quando gli chiedono quale dei cinque sensi preferirebbe salvaguardare dovendo perdere all’improvviso gli altri quattro, risponde “l’udito”).

«Tu sei contrario allo spreco, lo capisco e lo rispetto. Ma io sono contraria all’infelicità», dice Lorenza, la moglie del narratore.

«C’era proprio bisogno delle fragole fresche ai tropici?, della San Pellegrino in plastica?», chiede Jacopo Novelli, il fisico-star.

Paolo Giordano ripercorre i nostri tempi dal 2015 (attentati a Parigi) al 2022 (reagire al Covid): «Per quanto tempo ancora avrei resistito come scrittore raccontando solo di ambizioni e di esperienze mancate? Per poter scrivere non bisognava prima di tutto, forsennatamente, vivere?».

Tasmania è un libro sulla vita e della vita, per chi è contrario all’infelicità e cerca occasioni nuove.

Il nuovo romanzo Tasmania di Paolo Giordano, in libreria da oggi, martedì 25 ottobre, sarà presentato dallo scrittore a partire dal mese di novembre:
– venerdì 4 novembre a Roma, allo Spazio Sette Libreria (alle ore 19) con la giornalista e scrittrice Annalena Benini;
– a Firenze, martedì 8 novembre, alle Serre Torrigiani (alle ore 18.30) con la scrittrice Silvia Avallone;
– a Bologna, venerdì 11 novembre, alla Biblioteca Salaborsa (alle ore 18) con la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein nell’ambito della rassegna letteraria «Le voci dei libri».