Testo 2022

Testo 2022 – Alla Leopolda debutta Testo, il primo salone del libro di Firenze

Dal 25 al 27 febbraio l’evento ideato da Todo Modo diviso in sette sezioni tematiche

Come nasce un libro?
Chi aiuta lo scrittore a sviluppare un’idea, chi contribuisce (e come) alla nascita e allo sviluppo del progetto volume, chi poi raccoglie l’opera e la diffonde ai mezzi d’informazione perché il pubblico ne venga a conoscenza?
E chi sono i lettori oggi?
A queste domande vuole rispondere Testo, nuovo evento editoriale che debutta a Pitti Immagine – la storica firma degli eventi fashion fiorentini –  insieme a Stazione Leopolda, società emanazione di Pitti che sovraintende allo snodo dei treni risalente alla Firenze granducale, suggestivo esempio di archeologia industriale nel cuore della città. La Leopolda sarà la sede della manifestazione, dal 25 al 27 febbraio, su idea di una libreria indipendente, Todo Modo.

Il legame con la moda lo illustra Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti: “Il testo altro non è che l’ordito di quella stoffa chiamata libro  che noi raccontiamo come progetto collettivo, frutto del contributo di tante mane e tante menti”. Il fatto che sia una struttura che si occupa di moda a trattare il tema garantisce, prosegue Poletto, “non solo la qualità ma anche un punto di vista preciso. Opereremo una specie di trasferimento del valore del lifestyle nel mondo del libro: dunque non una fiera generica e generalista, ma una forte attenzione alla selezione di case editrici sia piccole che grandi, alle quali abbiamo chiesto di selezionare i libri da mettere in mostra nelle settanta postazioni. Testo non ha una muscolatura qualitativa, ma quantitativa“.

L’organizzazione e il calendario degli eventi sono strutturati in modo che l’esperienza per il visitatore (l’ingresso sarà libero e anche la partecipazione ai laboratori) si riveli immersiva e attiva. Anche per il lettore più fragile, “che però alla Leopolda potrà scoprire l’oggetto libro secondo narrazioni e modalità diversissime“.

Sette sono le stazioni affidate ad altrettanti esperti e addetti ai lavori: il manoscritto (a cura di Luca Briasco, editor di narrativa straniera e traduttore), il risvolto (Andrea Gessner, editore di Nottetempo), la traduzione (Beatrice Masini, direttrice editoriale di Bompiani), il segno, ovvero la grafica e il design (Giovanna Silva e Chiara Carpenter di Humboldt Books), il racconto (Leonardo G. Luccone, direttore dell’agenzia letteraria Oblique), la libreria (a cura di Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani di Todo Modo) e il lettore (Riccardo Ventrella, responsabile delle relazioni internazionali della Fondazione Teatro della Toscana). Ognuno approfondirà il proprio tema con ospiti e laboratori che renderanno il visitatore l’assoluto protagonista di un viaggio rigoroso e immaginifico al tempo stesso. Sono previste, infine, visite guidate all’evento a cura delle  librerie indipendenti italiane che hanno aderito al progetto.

Sono attesi:
– Eshkol Nevo, l’autore del romanzo di culto La simmetria dei desideri e di Tre piani, da cui Nanni Moretti ha tratto il suo film (27 febbraio alle 15),;
– Jan Brokken, olandese, autore di Anime Baltiche, ritratti di grandi intellettuali che hanno attraversato quella parte del mondo (25 febbraio);
– Maaza Mengiste, newyorkese originaria di Adis Abeba che con il Re ombra (Premio von Rezzori 2021), firma una splendida epopea al femminile  sui volti misconosciuti dell’invasione fascista dell’Etiopia (26 febbraio);
– la messicana Guadalupe Nettel (27 febbraio);
– il francese Régis Jauffret, autore di Microfictions, 500 racconti brevissimi dedicata alle meraviglie e agli abissi più neri degli esseri umani (26 febbraio).
E tra gli italiani: Veronica Raimo, Nadia Terranova, Antonio Manzini, Chiara Valerio, Massimo Carlotto, Marco Peano, Fabio Bacà, Daniele Mencarelli, Caterina Soffici, Laura Pezzino, Vanni Santoni, Elena Stancanelli, Concita De Gregorio, Luca Sofri.

Sono infine previsti omaggi ai grandi  scrittori recentemente scomparsi come Celati (raccontato da Stefano Bartezzaghi) e un affondo sul rapporto tra cultura e impresa a partire dalla figura di Adriano Olivetti.