Con Tutti i colori del buio (All the Colors of the Dark), pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Alfredo Colitto, Chris Whitaker costruisce una storia che prende avvio nel Missouri del 1975 e segue i suoi protagonisti fino all’inizio del nuovo millennio.
L’evento da cui tutto nasce è il rapimento del tredicenne Joseph “Patch” Macauley, ma la vicenda si sviluppa nell’arco di circa ventisette anni e accompagna le trasformazioni di Patch, della sua amica Saint Brown e delle persone che continuano a essere coinvolte dalle conseguenze di quella scomparsa.
La storia si apre a Monta Clare, una piccola comunità del Missouri, mentre nella zona si registrano sparizioni di ragazze. Patch interviene per salvare una compagna di scuola che sta per essere rapita e viene catturato al suo posto. Rimane prigioniero per quasi un anno in uno scantinato privo di luce. In quel luogo conosce soltanto la voce di Grace, una ragazza che non riesce mai a vedere e che gli racconta storie di viaggi, libri e mondi lontani. Quando riesce a fuggire, nessuno trova prove dell’esistenza di Grace. Per gli investigatori potrebbe essere il frutto del trauma e dell’isolamento, ma Patch continua a credere che sia reale e dedica il resto della propria vita a ritrovarla.
Questa ricerca procede parallelamente a quella dell’uomo responsabile del rapimento e coinvolge anche Saint Brown, la ragazza che durante la scomparsa dell’amico non smette mai di cercarlo. Il loro rapporto cambia con il passare degli anni, ma continua a rappresentare uno degli assi portanti della narrazione. Accanto ai due protagonisti si muove un gruppo numeroso di personaggi ricorrenti, tra cui Norma, la nonna di Saint, Misty, Sammy, Charlotte, Marty Tooms, Eli Aaron, Jimmy, Nix e altri abitanti di Monta Clare, le cui vicende si intrecciano con la storia principale lungo un arco temporale che arriva fino al 2001.
Nel romanzo la pittura occupa uno spazio preciso nella vita di Patch. Dopo la liberazione, prova a ricostruire il volto di Grace attraverso i ricordi della sua voce e delle conversazioni avute nello scantinato. I colori diventano così parte della sua ricerca, mentre la memoria continua a confrontarsi con l’assenza di immagini certe. Parallelamente, Saint coltiva la musica e, nel corso degli anni, intraprende un percorso professionale nelle forze dell’ordine, senza interrompere la ricerca della verità su quanto accaduto.
L’ambientazione è uno degli aspetti su cui Whitaker ha lavorato più a lungo. In un incontro organizzato da The Novelry, lo scrittore ha raccontato di avere trascorso «ore, giorni e settimane» consultando mappe, guide di viaggio, romanzi, saggi, giornali dell’epoca, registrazioni audio e fotografie per ricostruire il Missouri degli anni Settanta. Ha spiegato di lavorare contemporaneamente su tre schermi: al centro il manoscritto, da un lato immagini dei boschi del Missouri e dall’altro tutte le informazioni necessarie a definire ciò che il personaggio può vedere, sentire e percepire in ogni scena.
L’obiettivo era conoscere ogni dettaglio dell’ambiente prima ancora di decidere quali elementi lasciare sulla pagina. Lo stesso autore descrive il proprio metodo come una continua espansione e riduzione del testo: scrivere molto più materiale di quanto rimarrà nella versione definitiva e poi eliminare senza esitazione tutto ciò che non è indispensabile.
Anche la struttura del romanzo riflette questo metodo di lavoro. Whitaker sempre nella stessa intervista ha spiegato di non scrivere seguendo l’ordine cronologico della storia. Preferisce dedicarsi alle scene che sente più vive in un determinato momento e soltanto in una fase successiva ricompone il materiale «come un puzzle». Secondo quanto racconta nella stessa intervista, la realizzazione di All the Colors of the Dark ha richiesto quattro anni: un primo lungo periodo di scrittura, una fase di ricomposizione della struttura e un ultimo anno dedicato al confronto editoriale.
Le dichiarazioni rilasciate a Zibby Media chiariscono anche il legame tra il romanzo e alcune esperienze personali dell’autore. Whitaker racconta che il personaggio di Patch nasce dal desiderio di esplorare ciò che accade quando un trauma infantile modifica il corso di una vita. Nell’intervista ricorda un episodio avvenuto quando aveva circa dieci anni. Dopo essere stato aggredito dal compagno della madre, trascorse un’intera notte con un braccio rotto senza poter chiedere aiuto. Descrive quel momento come uno spartiacque della propria esistenza e lo collega ai problemi di sonno che lo accompagnano da allora.
Ripensando a quell’esperienza, Whitaker afferma di avere voluto raccontare come un singolo evento possa cambiare tutte le decisioni che seguono. Nell’intervista sintetizza così l’idea iniziale del romanzo: «Il libro racconta di due adolescenti rapiti che si innamorano nello scantinato completamente buio in cui sono prigionieri. Il ragazzo riesce a fuggire, ma non trova più la strada per tornare dalla ragazza». Da quel punto prende forma una ricerca destinata a durare ventisette anni.
Lo scrittore racconta inoltre che le scene ambientate nello scantinato sono state le più difficili da affrontare, perché lo riportavano alla sensazione di immobilità e di attesa vissuta durante l’infanzia. Quando il lavoro diventava troppo pesante, interrompeva quella parte della narrazione e passava a scene diverse, approfittando della libertà concessa dal suo metodo di scrittura non lineare.
Nella stessa conversazione Whitaker individua uno dei significati che attribuisce al romanzo: «la propria storia appartiene a chi la vive ed è lui a poterla scrivere». Spiega che il libro nasce anche dal desiderio di riflettere sulla possibilità di riprendere il controllo della propria storia dopo un trauma, soprattutto quando gli eventi che l’hanno determinata sono avvenuti durante l’infanzia. È un tema che collega direttamente alla propria esperienza personale e che considera parte del percorso che lo ha portato a scrivere il romanzo.
Lo stesso periodo di lavorazione fu particolarmente complesso anche sul piano pratico. Whitaker racconta di avere scritto il libro durante gli anni della pandemia, mentre lavorava ancora in biblioteca, seguiva la promozione internazionale del precedente I confini del cielo (We Begin at the End) e affrontava contemporaneamente lavori di ristrutturazione della propria casa rimasti interrotti.
Tutti i colori del buio arriva in Italia dopo avere raggiunto un vasto pubblico internazionale, con oltre tre milioni di copie vendute e riconoscimenti che comprendono il titolo di libro dell’anno assegnato, tra gli altri, dal Washington Post, da Amazon, Waterstones, Audible, Apple Books e Google Play, oltre alla finale del Goodreads Choice Award.
Al centro del romanzo rimane però la vicenda di Patch e Saint, due adolescenti la cui esistenza viene segnata da un singolo episodio e dalle conseguenze che continua a produrre negli anni successivi. Attraverso il rapimento, la ricerca di Grace, il ritorno a Monta Clare e il lungo inseguimento della verità, Chris Whitaker costruisce una storia che segue i personaggi per oltre due decenni, mantenendo come punto di partenza quel giorno del 1975 in cui un gesto compiuto per salvare un’altra persona cambia definitivamente il destino di tutti i protagonisti.

