Una donna spezzata di Simone de Beauvoir

Cosa succede alla nostra vita quando tutte le convinzioni su cui l’avevamo costruita crollano una dietro l’altra lentamente, irrimediabilmente?
Tutto si capovolge, niente ha più significato, almeno per come lo intendevamo.
E allora ci muoviamo spaventati su un terreno sconosciuto, camminiamo tra le sabbie mobili, arranchiamo e ci aggrappiamo penosamente alle poche cose della nostra vita che non si sono ridotte in brandelli.
Improvvisamente non abbiamo più certezze, non sappiamo più nulla di ciò che è intorno a noi, né di ciòche siamo.
E’ il baratro. E’ la crisi più nera.
Ma la fine non è che l’esaurirsi di un tempo, il compimento di un percorso.
La fine è solo il preludio di un nuovo inizio, la scoperta di nuove verità.

E’ questo che succede a Monique, quarantenne agiata che ha basato la sua intera vita sul matrimonio e sulruolo di moglie e madre.
La sua forza era il sentirsi importante e necessaria per il marito e le due figlie.
Ma basta quella frase, una vaga confessione, provocata quasi ad arte, a far crollare tutto il suo sistema, il suo mondo. “C’è una donna.”.
Ma chi, perchè, da quanto?

Da 8 anni il marito di Monique vive una vita parallela. Dunque era tutta una menzogna, la sua vita, una finzione? Ma lei non si era accorta di nulla? Davvero non c’erano stati segnali? Forse non aveva voluto vederli?

Viene messo sotto accusa il suo modo di essere moglie e il modo di educare le figlie. Proprio ciò che lei credeva essere i suoi punti di forza ora subiscono un processo. Quello che resta è la solitudine, quella che ognuno di noi si trova ad affrontare quando ogni certezza crolla.

Quella che è anche il punto di partenza per la rinascita.

di Stefania De Paolis