Una nuova rubrica, a cura di Carlo A. Martigli: Momenti di Eresia

Eresia: una parola che evoca severi tribunali dell’Inquisizione, roghi, sabba erotici, pozioni sataniche e conoscenze esoteriche tra tonache insanguinate e monaci e filosofi dediti alla ricerca di una pseudo conoscenza. Eresia come follia, fanatismo e disobbedienza. Ma tutto questo è frutto dell’inganno perpetrato da due grandi poteri.  

All’indomani dell’anno Mille, la Chiesa si ritrova un patrimonio raddoppiato rispetto alla già cospicua donazione imperiale di Costantino. A migliaia nobili e contadini le hanno donato castelli e terre, per salvarsi l’anima. Tanto il mondo sarebbe finito, a che pro tenersi quelle ricchezze?  E a che pro allora accettare quelle donazioni? Qualcuno, evidentemente, ai vertici, ritiene che siano tutte sciocchezze, ma è meglio non dirlo, al popolo. Si patteggia quindi con l’Imperatore da pari a pari e si decide di spartirsi il mondo. Ma occorre che l’uomo sia sottomesso a entrambi i poteri e che obbedisca senza osare mai scegliere, e per questo è valido ogni sotterfugio. Perfino quello di modificare il significato delle parole.

Così il buon aeretikòs, che nel suo significato etimologico è un uomo libero di scegliere, l’uomo che nell’antica Atene, per la luce dei suoi ragionamenti, a volte veniva mantenuto per tutta la vita dal tribunale dell’Areopago, diventa il perfido eretico. E’ il momento giusto, sta nascendo la lingua italiana, e papato e impero fanno in modo già di asservirla ai loro scopi, mutando il significato di questa parola, eresia, da sinonimo di libertà e di ragione, in una sorta una sorta di malvagia follia, di pensiero sbagliato, di devianza.

L’eresia, ovvero la scelta, ha sempre fatto paura al potere, ieri, come oggi. Le pillole eretiche di ieri e di oggi sono piccoli semi da fare crescere, per ridare dignità alla libera scelta, all’eresia. Tutti insieme, e non perché dovremmo pensarla allo stesso modo. Ma perché ciascuno sia libero di scegliere, ognuno sia eretico nella propria diversità. E da questa diversità, dal confronto delle diversità, a sua volta nascono le condizioni per l’evoluzione dell’uomo. Tutti eretici, tutti diversi, tutti liberi. Al prossimo momento di eresia.

Carlo A. Martigli