Valerio Adami. Pittore di idee. Palazzo Reale di Milano

Valerio Adami, Penthesilea, 1994, 195x265 cm. Collezione Adami. Courtesy Archivio Valerio Adami

Dal 17 luglio al 22 settembre 2024, Palazzo Reale di Milano ospiterà una grande antologica dedicata a Valerio Adami, celebre artista nato a Bologna nel 1935, in occasione dei suoi sessantacinque anni di carriera. La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con l’Archivio Valerio Adami, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, è curata da Marco Meneguzzo, con il coordinamento generale di Valeria Cantoni Mamiani, presidente dell’Archivio Valerio Adami.

La rassegna, intitolata “Valerio Adami. Pittore di Idee, presenta oltre settanta grandi quadri e circa cinquanta disegni, datati dal 1957 al 2023, che rappresentano una panoramica completa dell’opera del Maestro. Valerio Adami, stimato a livello internazionale, è conosciuto per la sua capacità di integrare influenze provenienti da vari linguaggi artistici e culturali, come la letteratura, la filosofia e la musica.

Formatosi all’Accademia di Brera sotto la guida di Achille Funi, Adami ha subito compreso l’importanza di un ambiente internazionale per il suo sviluppo artistico. I suoi viaggi lo hanno portato in città come Londra, New York, Città del Messico, Atene, Cuba, l’India, Caracas e Parigi, dove ha trascorso molti inverni, e a Meina, sul Lago Maggiore, sua attuale residenza estiva. In questi luoghi, Adami ha spesso aperto atelier, immergendosi nella cultura locale e interagendo con scrittori, musicisti e intellettuali.

La pittura di Adami è caratterizzata da grandi formati e da uno stile inconfondibile, sviluppatosi dalla metà degli anni Sessanta. Combina elementi distintivi della pop art, come linee nere marcate, colori accesi e piatti, e soggetti urbani, con riferimenti alla tradizione e al classicismo, narrando miti e leggende attraverso una figurazione che recupera il corpo umano in chiave scomposta. Questa commistione avviene in un’epoca dominata dall’Astrattismo, dall’Arte Povera e dal Concettualismo.

Negli anni Sessanta, Adami ha ottenuto notorietà all’interno della corrente pop art, ma già dai primi anni Settanta ha sviluppato un linguaggio personale, ricco di citazioni visive e verbali. Questo lo ha collocato tra i maggiori esponenti della “Figuration narrative” francese, anche se solo parzialmente identificabile con essa. Le sue opere, di immediata leggibilità, celano narrazioni profonde, ricche di metafore visive e concetti filosofici, letterari e mitologici, rappresentando l’evoluzione del pensiero occidentale.

Valerio Adami, Enea Fugge da Troia con il padre Anchise sulle spalle, 2009, 198×147 cm. Collezione Adami. Courtesy Archivio Valerio Adami

I miti fondativi della cultura europea e le storie dei suoi autori sono i soggetti principali delle opere di Adami, ma non mancano narrazioni esotiche appartenenti alla visione occidentale. Questo insieme di influenze ha permesso ad Adami di instaurare un dialogo profondo con alcuni dei più grandi intellettuali del Novecento, come Octavio Paz, Italo Calvino, Jacques Derrida, Luciano Berio, Antonio Tabucchi e Jean-François Lyotard.

Nonostante sia noto per il cromatismo vivace delle sue narrazioni, è il disegno la chiave di lettura della sua arte, punto di partenza di ogni quadro e cuore del suo pensiero artistico. Il “nulla dies sine linea” esprime il rapporto tra idea, soggetto, narrazione e parola, che si sviluppa pienamente nella pittura.

La mostra offrirà anche l’occasione per conoscere il lavoro dell’Archivio Valerio Adami, fondato nel 2021, che si dedica alla valorizzazione, conservazione, promozione e tutela dell’opera dell’artista. Inoltre, sarà proiettato il documentario “Valerio Adami. Il pittore di poesie”, prodotto da Artery Film e diretto da Matteo Mavero, che esplora la vita e il lavoro dell’artista attraverso testimonianze di amici filosofi e artisti.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue edito da Skira Arte, e realizzata con il supporto di Fondazione Marconi, Galerie Templon e Dep Art Gallery. Sponsor dell’evento è The Macallan, con cui Adami ha collaborato dal 1993, disegnando l’etichetta di una storica annata di whisky.