Villa Romana di Lio Piccolo a Venezia

La recente campagna di scavo archeologico sulla Villa Romana del sale nel sito di Lio Piccolo, condotta dal Progetto Vivere d’Acqua, ha rivelato importanti dettagli su un antico insediamento romano nella laguna di Venezia. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con il Comune di Cavallino-Treporti e la Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e laguna, il progetto ha messo in luce nuove informazioni sulla struttura e la funzione di questa villa marittima, risalente al I secolo d.C.

Scoperta e struttura della villa

La campagna di scavo del 2024, conclusa il 29 giugno, ha portato alla luce una dettagliata configurazione della villa, che si affacciava sulla laguna veneziana. La parte residenziale, decorata con pavimenti a mosaico, era destinata ai proprietari e agli ospiti, mentre i quartieri dei lavoratori e le aree produttive si trovavano nella parte retrostante. Un grande cortile con pozzo per l’acqua piovana e un magazzino di legno erano fondamentali per le attività economiche della villa.

Le stanze dei servi e degli schiavi

Uno degli aspetti più unici e significativi emersi durante gli scavi è la scoperta di cubicola, piccole stanze quadrate di circa 3 metri per lato, destinate ai servi e agli schiavi che lavoravano e vivevano nella villa. Queste stanze, utilizzate sia come dormitori che come aree di servizio, erano essenziali per il funzionamento della struttura. Gli archeologi hanno trovato frammenti di lucerne ad olio, indicando l’uso di un’illuminazione minima. I pavimenti erano semplici, realizzati con argilla battuta e strati di calce, sabbia e ghiaia, seguendo tecniche descritte nelle fonti antiche.

Produzione di pesce e sale

La villa marittima di Lio Piccolo era un importante centro produttivo, con evidenze archeologiche che suggeriscono attività di pesca e produzione di sale. Pesi in piombo e terracotta per le reti da pesca e una vasca subacquea indicano la rilevanza della pesca. Inoltre, un grande magazzino ligneo e numerosi argini con anfore suggeriscono una significativa produzione di sale. Questi elementi dimostrano come la villa fosse progettata per sfruttare al massimo le risorse lagunari, con un’infrastruttura complessa che supportava queste attività.

Le stanze residenziali e la spoliazione

Le stanze residenziali, affacciate sulla laguna e decorate con mosaici e affreschi colorati, riflettono il lusso e lo status dei proprietari. Durante il tardo VI secolo d.C., la villa fu abbandonata e i materiali edilizi furono riutilizzati, in particolare nei nuovi centri come Torcello. Tuttavia, nel periodo di massimo splendore, la villa era un luogo di otium per le elites romane, che cercavano un rifugio tranquillo dalla città di Altino.

Un progetto integrato di sfruttamento lagunare

Lo scavo ha rivelato che la villa era parte di un grande progetto integrato per lo sfruttamento delle risorse lagunari. Proteggevano la villa imponenti dune di sabbia, che la separavano dal mare. La struttura della villa rispondeva a un piano ben definito, con una chiara divisione tra le aree residenziali e produttive.

Un progetto di archeologia pubblica e partecipata

Il progetto di scavo a Lio Piccolo ha coinvolto attivamente la comunità locale, trasformandosi in un esempio di archeologia pubblica e partecipata. Gli archeologi di Ca’ Foscari hanno collaborato con i cittadini di Lio Piccolo, raccogliendo informazioni e coinvolgendoli nelle attività di scavo. Eventi pubblici come aperitivi archeologici e incontri con il pubblico hanno attirato numerosi partecipanti, dimostrando un grande interesse per la storia del territorio.

Importanza della partecipazione comunitaria

Diego Calaon, direttore scientifico delle ricerche, ha sottolineato l’importanza della partecipazione comunitaria, definendola il “tesoro” più prezioso emerso dagli scavi. La presenza costante di persone agli eventi ha evidenziato un reale interesse a condividere e comprendere la storia costruita pezzo per pezzo dalla ricerca archeologica.