Vita in vendita

Vita in vendita di Yukio Mishima, traduzione di Giorgio Amitrano, pag. 256, € 18, EAN: 9788807032677

Da domani, 31 marzo 2022, sarà disponibile per le edizioni Feltrinelli, nella collana I narratori, Vita in vendita, il bestseller postumo di Mishima, inedito in Italia. Il desiderio e l’impossibilità di morire raccontati attraverso una miscela esplosiva di generi: romanzo spionistico, erotico, d’avventura e pulp.

Vita in vendita. Ventisettenne di sesso maschile. Uso a discrezione dell’acquirente. Si assicurano massima serietà e riservatezza.

Vita in vendita è la storia di Hanio, un giovane copywriter che, colto da un improvviso disgusto per la vita, tenta il suicidio. Suo malgrado viene salvato, ma continua a desiderare di farla finita. Nella speranza di farsi uccidere, pubblica allora su un giornale un’inserzione per mettere in vendita la sua vita. Si presentano vari candidati e ognuno lo trascina in un’avventura in cui lui fa di tutto per morire, senza mai riuscirci. È un susseguirsi di episodi, narrati con ritmo rapido e avvincente, che coinvolgono una serie di personaggi eccentrici, soprattutto femminili. Mentre la tensione del racconto cresce, dallo svolgersi di questi eventi apparentemente slegati affiora un disegno che li collega tutti. Un romanzo d’azione, insolito nella produzione di Mishima, ironico e divertente, ma anche inquietante nel suo nichilismo, e profondo nello scandagliare le pulsioni di morte che attraversano i suoi personaggi. Non a caso il libro fu scritto appena due anni prima del tentativo di colpo di stato ordito da Mishima, che si concluse con il suo suicidio.

Yukio Mishima (1925, Tokyo) è lo pseudonimo di Hiraoka Kimitake. Scrittore giapponese, autore di romanzi centrati sulla dicotomia fra i valori della tradizione e l’aridità spirituale del mondo contemporaneo. La sua prima opera, Confessioni di una maschera (1949), parzialmente autobiografica, gli diede subito fama e successo. La popolarità andò ulteriormente consolidandosi con La voce delle onde (1954), Il padiglione d’oro (1956) e Il sapore della gloria (1963). In seguito, con la tetralogia Il mare della fertilità (1965-1971) Mishima affermò il valore della cultura del Giappone imperiale, criticando gli esiti del processo di modernizzazione del paese. Temi ricorrenti della sua produzione sono il mito della forza e dell’eroismo, l’erotismo, il legame inscindibile fra sensualità e violenza, tra bellezza e morte. Nella vita, Mishima volle incarnare questi ideali: nazionalista e conservatore, fondò la setta militare Tatenokai (Società dello scudo), basata sull’esaltazione della cultura fisica e delle arti marziali e pose fine ai suoi giorni con un clamoroso harakiri, ultima protesta contro la perdita di valori del Giappone moderno. Alla sua figura e alla sua opera è dedicato il film Mishima (1985) di Paul Schrader.

Leggi a questo link il nostro approfondimento su intitolato Mishima e Noi: se la morte si specchia nella vita a cura di Angelo Favaro

Leggi i nostri articoli sulle opere di Mishima cliccando sui titoli:

recensione a Confessioni di una maschera

recensione ad Ali

recensione a Musica

recensione a Stella meravigliosa

recensione a La foresta in fiore

La fioritura dei ciliegi e “Neve di primavera” di Yukio Mishima